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Rogue One: A Star Wars Story (2016)

Rogue One: A Star Wars Story - La recensione di Sciamano

Rogue One: A Star Wars Story è il primo spin-off della serie Guerre Stellari ...

Tit. Originale: Rogue One: A Star Wars Story
Paese: USA
Rating: 8/10

La giovane Jyn viene fatta evadere da una prigione imperiale dall'Alleanza Ribelle in modo da rintracciare suo padre, uno scienziato che ha collaborato con l'Impero nella costruzione della stazione-pianeta Morte Nera, una nuova distruttiva arma mortale. Jyn suo malgrado esegue gli ordini al fianco dell'ufficiale ribelle Cassian e a un droide e presto scopre che il padre ha previsto una falla all'interno della Morte Nera, un punto debole capace di distruggerla. Per la Ribellione diviene di vitale importanza mettere le mani sui piani di progettazione della stazione imperiale, l'unica speranza di sconfiggere il nemico.

Prosegue il processo di restaurazione dell'universo Star Wars secondo Walt Disney, iniziato con il mega successo de "Il Risveglio della Forza" uscito solo un anno fa, con un'opera che si apre a una nuova mitologia, con storie e personaggi inediti, pur sempre collocati nell'arco temporale della saga inventata da George Lucas. Gli avvenimenti di Rogue One: A Star Wars Story si posizionano tra "Episodio III: La vendetta dei Sith" e "Episodio IV: Una nuova speranza", quest'ultimo meglio conosciuto come il primo mitico "Guerre Stellari" (1977). Si tratta dell'impresa di un manipolo di avventurieri in missione per rubare i piani della Morte Nera che guarda molto al primo film di Lucas a livello estetico, un ricercato stile vintage che grazie agli effetti speciali sempre più perfezionati appare oggi naturale e appagante per i nostalgici, e non solo, pieno di richiami e situazioni a dir poco sorprendenti.  

Penalizzato a livello produttivo, con rimaneggiamenti di sceneggiatura e riprese aggiuntive fatte all'ultimo momento, status che sembra affliggere ormai quasi ogni grande blockbuster che si rispetti, la pellicola si presenta sin dai titoli di testa, che per la prima volta in un film Star Wars non ha le celebri scritte scorrevoli, come una visione alternativa e straniante. Non è facile entrare subito in sintonia con Rogue One: A Star Wars Story, nonostante un prologo che richiama (in parte) il primo "Guerre Stellari", si intuisce di essere in un contesto cupo e funesto. Inoltre la fase iniziale ci mette un po' ad ingranare per via del fatto che i protagonisti non sono simpatici e nemmeno dei buoni, si pensi all'atto meschino dell'ufficiale Cassian (Diego Luna) nella sua prima apparizione, anche l'eroina Jyn di Felicity Jones appare costretta controvoglia a seguire la Ribellione. La storia pare flebile ma cresce in progressione con i personaggi, la posta in palio diviene consistente, la missione da compiere è inevitabile, eroica, ma anche disperata.

Una storia di Guerre Stellari senza Jedi e John Williams, lo storico compositore è sostituito da una degna rivisitazione sinfonica di Michael Giacchino, con pochi alieni nei paraggi, quelli che si vedono sono inquietanti rispetto ai canoni della Saga. Lo spirito militaresco della vicenda di Rogue One: A Star Wars Story,si riflette nel personaggio marziale di Jyn, una "canaglia" dello spazio con lo sguardo triste, la Jones riesce a valorizzare il lato risoluto di una ragazza normale, senza particolari doti, tutti i suoi compagni sono segnati dalla guerra, tra i quali spicca la coppia orientale formata dal guerriero-monaco cieco di Donnie Yen che aggiorna la figura di Zatoichi, da notare che il personaggio nomina la Forza innumerevoli volte per i suoi mantra-rituali, e il compagno soldato armato di mitragliatore. C'è anche il droide K-2SO che regge il confronto con i suoi predecessori ma dai quali si differenzia per le azioni che compie, a lui sono relegati i pochi accenni umoristici di una vicenda che lascia ben poco spazio ai sorrisi, a tal proposito si può parlare del film di Star Wars meno adatto per i bambini. Il regista Gareth Edwards, alla ribalta dopo il monster-movie "Godzilla" (2014), riesce a contenere la presenza di Darth Vader, ampiamente anticipata, con un paio di apparizioni che lasciano estasiati, un tripudio di carismatica malvagità, atmosfere horror e potenza scenica senza pari, si può dire che da sole valgono per davvero il prezzo del biglietto.

L'arrivo del governatore Tarkin in computer grafica con le fattezze di Peter Cushing, ci interroga su dove ci porterà il cinema (dei cloni) del futuro, non poche le belle sequenze di dialogo con protagonista l'avatar del mitico attore inglese. Il cast "umano" si completa con i bravi Mads Mikkelsen, il padre di Jyn, e Forest Whitaker, il ribelle estremista Saw Gerrera, meno conosciuto ma di alto livello anche l'australiano Ben Mendelsohn nella parte dell'ambizioso Direttore imperiale Krennic. La sceneggiatura di Chris Witz e Tony Gilroy non brilla troppo nella caratterizzazione dei personaggi ma prevede il meglio per il finale gigantesco, bellico e drammatico, con una battaglia Impero contro Alleanza Ribelle combattuta su due fronti, nello spazio dove svettano i caccia X-wing, mentre a terra si mostrano nella loro poderosa lentezza gli AT-AT imperiali. La Morte Nera non è mai stata così bella e minacciosa come in questa occasione, grazie anche a riprese tecnologiche impossibili ai tempi di Lucas, con squarci mozzafiato su scenari planetari della Galassia lontana, lontana. Le scene di distruzione sono impressionanti, l'azione e la successione a dir poco sorprendente degli eventi nel finale possono provocare stordimento (nei fans), riuscendo nel difficile e coraggioso intento di risultare auto-conclusivo ma anche collegato alla Sacra Trilogia (la prima). Rogue One: A Star Wars Story è uno dei migliori film dell'anno.

Sciamano

La Morte Nera non è mai stata così bella e minacciosa come in Rogue One: A Star Wars Story

Rogue One: A Star Wars Story - La recensione di Sciamano

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Pubblicato in Recensioni

Tags: Star Wars, Forest Whitaker, Gareth Edwards, George Lucas, Felicity Jones, Mads Mikkelsen, Rogue One: A Star Wars Story

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