Cinemaz logo
  • Recensioni

The Yellow Sea (2010)

The Yellow Sea - Recensione di Sciamano

The Yellow Sea è un teso crime-movie dal regista di The Chaser ...

Tit. Originale: The Yellow Sea (intern.)
Paese: Corea del Sud
Rating: 8/10

Gu-Nam è nei guai, deve sdebitarsi di una grossa somma di denaro servita alla moglie per espatriare in Corea del Sud. Un malavitoso locale gli offre un patto pericoloso, uccidere un uomo oltre confine per pagare il debito, un'occasione per ritrovare la moglie che ha fatto perdere le tracce, forse finita in un giro di prostituzione. Gu-Nam accetta la missione ma ben presto scopre che è più rischiosa del previsto.

Vedere un film del sudcoreano Na Hong-jin non è una passeggiata per via della crudezza delle situazioni, era già chiaro nel precedente e acclamato thriller-horror The Chaser (2008), con The Yellow Sea il regista conferma la prerogativa con una seconda opera differente, se possibile ancora più intensa e disperata. Il terzo film del regista, l'horror The Wailing (2016), è uscito solo da poco in patria e già in molti parlano di capolavoro, insomma siamo al cospetto di un autore di livello che vale la pena affrontare. The Yellow Sea è insolito a partire dalla sua ambientazione in una regione (da cui il titolo) dell'estremo est cinese, al confine con Corea del Nord e Russia, una zona in cui vive una comunità di sino-coreani, spesso in ristrettezze economiche e degrado. In seguito l'attenzione, verso la seconda parte, si sposta nelle più consuete città della Corea del Sud, a non cambiare è l'aridità e la povertà di fondo dei paesaggi e non solo.

Opera corposa, curata sotto ogni aspetto tecnico-scenografico e attoriale, di crudo realismo, a tratti quasi documentaristica per lo sguardo su realtà poco o nulla visitate dal cinema (asiatico) come il traffico di clandestini tra Cina e Corea improvvisato su barconi.The Yellow Sea si suddivide in quattro capitoli, annunciati da piccole didascalie su uno sfondo nero, quasi per prendere fiato dall'epopea tragica del protagonista Gu-Nam interpretato da Ha Jung-woo che spartisce la scena con Kim Yun-seok, nel ruolo del gangster che lo assolda, entrambi già apprezzati in The Chaser. Una ferocia primordiale pervade un'avventura sanguinosa, tutta da vedere la sequenza dell'obbiettivo che Gu-Nam deve eliminare, non priva di sorprese e con un montaggio alternato magistrale degli eventi dallo sviluppo sempre più imprevedibile per il protagonista, divenuto suo malgrado un animale braccato.

Storie di gangster si intrecciano tra disperazioni e solitudini, la sotto-trama della ricerca della moglie scomparsa da parte di Gu-Nam infonde ulteriore mestizia, la donna sembra svanita in un mondo desolato e impietoso fatto di edifici poveri, indifferenza e vuoto senza fine. I ricordi della compagna, il suo corpo nudo, sono flebili barlumi dentro a una realtà fatta di fughe, sangue e avversari sempre più numerosi da affrontare. Come in The Chaser la polizia è inefficace e inadeguata, a tratti buffa, a riguardo alcuni goffi tentativi di cattura. Non c'è niente da scherzare invece quando entra in azione la malavita, Gu-Nam capita nel mezzo di una faida tra due organizzazioni che non tarda a lasciare un bel mucchio di cadaveri.

Seconda parte di pellicola sbilanciata verso l'action, ci scappa pure un inseguimento di macchine mica male, con veri stunts disastrosi nelle vie della città, dove la cattiveria del boss Myun-ga di Kim Yun-seok, emerge con brutalità scandita a colpi di fendenti all'arma bianca e, in alcune occasioni, armato con un osso di animale, risalta il furore primitivo che sembra ammantare la vicenda. Non si indietreggia nel mostrare il disgusto dei personaggi, Gu-Nam agisce più di istinto e rivalsa che per veri ideali, vuole ritrovare la sua donna ma anche punirla, per averlo lasciato solo, con una bambina parcheggiata dalla madre in Cina, per lui c'è solo il tormento. I due capi malavitosi che lo coinvolgono sono anche peggio, mossi da invidia e interessi, non esitano a provocare massacri e dolore, (s)finiti dentro un vortice di violenza cieca e senza ritorno. Cupio dissolvi alla coreana fatto con classe, per chi ha amato film come Old Boy e Memories of Murder.

Sciamano

The Yellow Sea

The Yellow Sea - Recensione di Sciamano

 

Pubblicato in Recensioni

Tags: Action, The Yellow Sea, Na Hong-jin

MemoCinema

MemoCinemaTi ricordi la trama di un film ma non conosci il titolo? Prova MemoCinema, il sito che ti aiuta a ritrovare i film dimenticati.

Browser Suggeriti

browser chrome browser firefox browser safari

Google Plus