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The Divergent Series: Allegiant (2016)

The Divergent Series: Allegiant - La recensione di Sciamano

The Divergent Series: Allegiant è il terzo capitolo della serie Divergent ...

Tit. Originale: The Divergent Series: Allegiant
Paese: USA
Rating: 5/10

Nella post-apocalittica Chicago non esistono più le fazioni, la divergente Tris è ancora considerata di fondamentale importanza e scelta per andare oltre la recinzione. C'è un mondo oltre la città ancora tutto da esplorare e Tris, insieme all'amato Tobias, vuole conoscere sino in fondo la verità.

Se avete perso i primi due capitoli iniziate ad armarvi di pazienza, dato che The Divergent Series: Allegiant inizia e prosegue senza spiegazioni e riassunti delle puntate precedenti. Si da per scontato l'intreccio e non è facile entrare in sintonia con la storia tratta dall'omonimo romanzo young adult di Veronica Roth, la ventenne scrittrice che ha ideato la saga, vero prodotto dei nostri tempi, piaccia o meno, capace di catturare l'attenzione dei più giovani, in particolare il pubblico delle ragazze adolescenti. La serie Divergent vive nell'ombra della più famosa dirimpettaia Hunger Games e sgomita con la similare Maze Runner, tutte opere collegate da un'ambientazione post-apocalittica a carattere distopico e con protagonisti giovani virgulti. Un sotto filone che ha prodotto in breve tempo una serie di film baciati da un insperato successo. Messo da parte per un attimo l'aspetto commerciale, si può tentare di comprendere un fenomeno che vede le nuove generazioni soffocate da una società che alza intorno a loro dei muri, (si veda anche l'enorme seguito dell'anime L'attacco dei Giganti), con ragazzi in cerca di nuove speranze e posti migliori in cui vivere, insomma la classica via di fuga che riflette il disagio della vita reale, sempre più complicata e tecnologica.

I presupposti sono lodevoli e sinceri, non sempre si può dire lo stesso dei derivati finali, spesso annacquati e portati a spremere la gallina dalle uova d'oro. Tutto o quasi ruota intorno all'eroina Tris, il simbolo dello smarrimento adolescenziale, invero abbastanza insipida e poco motivata nonostante il grosso fardello che incombe sulla sua natura di "divergente", individui considerati completi per una società migliore. Dopo tre minuti di inizio pellicola, dentro a uno scenario panoramico post-apocalittico con grattacieli sventrati che sembrano la trasposizione live action del cartone animato Ken il Guerriero (è un complimento), arriva subito la prima scena di bacio romantico tra Tris e il suo compagno Tobias, detto Quattro. Insomma non si parte bene, più inoltrato ci sarà spazio per un altro momento simile più prolungato e stucchevole, nel frattempo si delinea il disegno oppressivo su vasta scala che comprende l'intera Chicago. Sin da (quasi) subito viene svelato che la città altro non è che un enorme esperimento "sociale", portato avanti da una agenzia tecnologica situata nel mondo esterno guidata dal misterioso David. Da questo presupposto The Divergent Series: Allegiant diventa un prevedibile minestrone di piani autoritari da sventare, missioni di salvataggio e fughe assortite, nel mezzo una serie di personaggi intercambiabili che possono poco per sollevare la banalità generale. 

Shailene Woodley è Tris, la bella ragazzona americana non ha certo il fascino di Jennifer Lawrence (Hunger Games saga), il paragone è inevitabile visto che giocano nello stesso campo, con poco carisma e in certe occasioni sembra capitata per sbaglio sul set. In una scena di decontaminazione è nuda e lascia intravedere una silhouette notevole, nel corso della vicenda si divide tra le braccia del Tobias dell'anonimo belloccio Theo James e le attenzioni del perfido David interpretato da un bravo Jeff Daniels. Altro nome conosciuto nel cast è quello di Naomi Watts che però non fa altrettanto bella figura, fuori posto e imbarazzante nella parte di Evelyn già ricoperta nel precedente Insurgent. Il film si lascia guardare per la vena action che lo attraversa, tutto piuttosto standard, ma non appassiona mai ne tanto meno stupisce in sede di regia, affidata a Robert Schwentke confermato dopo Insurgent, e dire che l'ormai lontano esordio del regista, il dark crime "Tattoo" del 2002, lasciava presagire un percorso differente. 

Dal punto di vista scenografico The Divergent Series: Allegiant è abbastanza gradevole ma monocorde e già visto: alcune suggestioni design sembrano ispirate da "Oblivion" con Tom Cruise, come l'ufficio ai piani alti di David con navicella d'attracco compresa, le città oltre la barriera asettiche e ordinate potrebbero fare la felicità del progettista futurologo Jacque Fresco. Si intravede anche un mondo desertico (in computer grafica) che circonda Chicago ma è poco sfruttato e credibile. Allegiant è la prima parte della trasposizione live action del (terzo) romanzo da cui è tratto, il finale aperto lo lascia intendere in modo esplicito, è già in cantiere una seconda parte conclusiva con il sottotitolo di Ascendant, prevista per il 2017. La scrittrice Veronica Roth di recente ha pubblicato anche delle storie che fungono da prequel di Divergent, la saga cinematografica ha quindi (in teoria) altro materiale da sfruttare in futuro. 

Sciamano

The Divergent Series: Allegiant - Il Poster con Shailene WoodleyThe Divergent Series: Allegiant - Poster

 

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Tags: Fantascienza, Jennifer Lawrence, Theo James, The Divergent Series: Allegiant, Shailene Woodley, Naomi Watts, Veronica Roth

 

 

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