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Sha Po Lang 2: A Time for Consequences (2015)

Sha Po Lang 2: A Time for Consequences - Recensione

Sha Po Lang 2: A Time for Consequences è il secondo capitolo della serie SPL con protagonista Tony Jaa è il film evento delle arti marziali 2015 ...

  • Tit. Originale: Saat Po Long 2 
  • Paese: China
  • Rating:8/10

Thailandia, Kit è un agente infiltrato in un giro di traffico di organi umani gestito da un potente boss che necessita di un trapianto di cuore per sopravvivere, l'unico donatore compatibile per l'uomo viene individuato nel suo fratello minore. Il criminale organizza il rapimento del fratello ma l'operazione fallisce anche per l'intervento di Kit che perde la copertura e finisce rinchiuso in galera. Una delle guardie carcerarie è Chatchai, disperato per il male delle leucemia che sta consumando la figlia, per uno scherzo del destino scopre che il donatore di midollo che può salvarla è Kit, il misterioso uomo costretto a un duro stato di isolamento voluto dal direttore del carcere.

A distanza di dieci lunghi anni Sha Po Lang 2 tronca ogni rimando narrativo con il primo capitolo diretto da Wilson Yip nel 2005, uno dei migliori martial art movie del decennio precedente, in occidente conosciuto con il titolo Kill Zone (ancora inedito in Italia): cambiano la storia e i personaggi, ritornano invece le atmosfere cupe e disperate e un impianto a sfondo criminale che porta i nuovi protagonisti a confrontarsi in pericolose triangolazioni. Sha Po Lang diviene una serie senza vincoli, libera di esplorare con licenze poetiche il cinema action e di arti marziali con sperimentazioni su vari livelli e un ricambio di nomi, a partire dal regista Soi Cheang che si ritrova dopo anni di "gavetta" (di lusso sia chiaro) al timone di una produzione importante. Il regista sembra a suo agio in una vicenda che verte sul fatalismo e le beffe del destino, per una serie di coincidenze ed esagerazioni tipiche dell'autore di opere come Love Battlefield e Accident, nel solco di una linea della vita che prevede ingiustizie, slanci eroici e ribaltamenti di fronte continui.

Sha Po Lang 2 mantiene la prerogativa della saga nel riunire il meglio degli artisti marziali in circolazione, in questo caso svetta la stella di Tony Jaa, fresco dell'exploit commerciale di Fast and Furious 7, in un ruolo più convincente del solito, il secondino del carcere Chatchai è un padre disperato spinto a salvare con ogni mezzo la figlioletta, si ritrova coinvolto in una faida brutale che si consuma molto più vicino di quanto non creda. Tony Jaa esplode la sua arte nella lotta thailandese sin dalle prime battute, quando interviene per sedare il tentativo di ribellione del fresco carcerato Kit, quest'ultimo interpretato da Wu Jing (aka Jackie Wu) che proprio nel primo Sha Po Lang venne alla ribalta per la sua incredibile tecnica di kung fu. I due si prodigano in un duello veloce e spettacolare negli uffici del carcere, vedere due maestri del genere in azione non capita spesso, spiace sapere che dopo le riprese Wu Jing riscontra gravi problemi e dolori alle gambe, tanto da gettare dei dubbi sul futuro della carriera dell'attore che, per fortuna, è segnalato nel cast del prossimo "A Chinese Odissey 3" (2016).

L'indonesiano The Raid 2 (2014) ha fatto scuola nella concezione di ripresa realistica e feroce dei combattimenti, per non essere da meno Soi Cheang predispone delle scene di lotta dantesche e innovative per stile e un accompagnamento della colonna sonora insolito e affascinante: nella rivolta ambientata nel carcere, forse un rimando proprio a The Raid 2 (?), il quadro caotico degli scontri impressiona e si allarga per mezzo di piani sequenza e campi lunghi. La resa dei conti conclusiva ricorda quella del capitolo originale, la veste ora è più asettica e glaciale, le coreografie violente e micidiali reggono il confronto con il già citato film di Gareth Evans, anche in questo caso Soi Cheang padroneggia i combattimenti con una messa in scena brillante e vorticosa, la sensazione di assistere a qualcosa di nuovo sembra farsi strada, smorzata solo dall'improbabile "colpo" risolutivo finale. Dopo un lungo travaglio Chatchai e Kit uniscono le forze contro la gang dell'inquietante boss Mr.Hung, a interpretarlo è l'attore più pagato di Hong Kong Louis Koo, al suo fianco il luogotenente Ko Chun, l'infido direttore del carcere con il volto di Zhang Jin, l'elegante e carismatico interprete kung fu visto anche nel recente The Grandmaster di Wong Kar Wai, compone una sorta di triade di maestri d'arte marziale con Tony Jaa e Wu Jing.

Il grande Simon Yam ritorna dal primo capitolo con un personaggio diverso, è sempre un agente della polizia ma sotto un altro nome, si occupa di coordinare la rischiosa indagine di Kit che tra l'altro è suo nipote, non manca di gettarsi nella mischia, tra sparatorie (la bella scena dell'aeroporto) e pestaggi. Nelle retrovie occhio al letale Ah-Zai di Zhang Chi, un uomo di Ko Chun armato di lame che fanno “sanguinare” alcune sequenze. La sceneggiatura temeraria firmata da Lai-yin Leung (Rigor Mortis) scompone gli eventi in strutture circolari, i personaggi a prima vista distanti si rincontrano in modo ineluttabile, le coincidenze paiono illogiche ma danno luogo a momenti toccanti e originali come il dialogo in cella tra Chatchai e Kit, permesso dal traduttore simultaneo di uno smartphone. La serie Sha Po Lang appare a carattere maschile, le donne non sembrano contemplate, forse anche per questo l'atmosfera è così arida e dark, l'unico personaggio femminile del film è la piccola e fragile figlioletta del protagonista che è minacciata nei sogni da un lupo creato con una computer grafica imbarazzante, ma nelle produzioni orientali questo sembra da sempre importare poco. Sha Po Lang 2, il film evento delle arti marziali 2015, ha ottenuto ottimi incassi al box office cinese, circa 90 milioni di dollari americani a fronte di un budget di 25.

Sciamano

Sha Po Lang 2: A Time For Consequences

 

Sha Po Lang 2: A Time For Consequence - Poster

 

 

Tags: Arti Marziali, Sha Po Lang 2, Tony Jaa

 

 

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