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Il Nascondiglio (2007) di Pupi Avati

nascondiglioTitolo: Il Nascondiglio
Paese: Italia

[[Pupi Avati]] ritorna al cinema horror, genere che il regista in passato ha visitato con esiti memorabili, in un film ambientato negli Stati Uniti e con protagonista [[Laura Morante]].

Lei (Laura Morante) è reduce da un lungo ricovero in una clinica psichiatrica. Con l'intento di rifarsi una vita la donna si reca negli Stati Uniti, a Davenport, per aprire un ristorante di cucina italiana; stabilitasi in una vecchia dimora, chiamata Snakes Hall, inizia a percepire strane presenze che la fanno ripiombare negli incubi del passato.

Girato in lingua inglese e ambientato a Davenport nello stato dell'Iowa (U.S.A.), "Il Nascondiglio" di [[Pupi Avati]] è un film che ha un respiro internazionale e riesce, in piccola parte, a tenere alta la tradizione di un cinema di genere (l'horror), che in Italia è praticamente scomparso o frequentato solo da autori che ormai da troppo tempo deludono le aspettative, come [[Dario Argento]].

Per il regista, nato a Bologna quasi 70 anni fa, è un ritorno alle sensazioni sinistre dei primi film diretti, come l'epocale "[[La casa dalle finestre che ridono]]" (1976), un fulgido esempio di horror nostrano, senza dimenticare i sottovalutati "[[Zeder]]"(1982) e "[[L'Arcano Incantatore]]"(1996), perle nere che negli anni hanno saputo guadagnare innumerevoli estimatori.

Basato su una storia di delitti e segreti inconfessabili, il film entra in circolo lentamente, con un andamento piuttosto statico e molto dialogato, in cui l'orrore del passato torna emanando influssi funesti sul presente.

E' per certi versi spiazzante la scelta del personaggio protagonista, interpretato da una brava [[Laura Morante]] in un'inedito ruolo dark, una donna dal passato segnato da turbe psichiche collegate al suicidio del compagno, che instilla più di un dubbio sull'esplicazione degli avvenimenti che attanagliano lo spettatore.

Pupi Avati si dimostra profondo conoscitore dei meccanismi della tensione, abile nel creare un'atmosfera palpabile, che in gran misura è congegnata all'interno della Snakes Hall, una vecchia casa appartenuta a uno strano individuo che trafficava in rettili, che diventa un vero e proprio personaggio all'interno della vicenda.

La particolare e riuscita colonna sonora curata da [[Ritz Ortolani]] favorisce ulteriormente l'inquietudine e scandisce un film dal sapore "antico", in cui la tecnologia è quasi assente e l'utilizzo degli effetti speciali non è contemplato.

Molto bello il finale, solo apparentemente risolutore, in grado di regalare sani brividi di paura e anche qualche accenno sanguinolento, ma il tutto confezionato senza eccessi inutili e con giusto tempismo, come nello stile migliore del regista.

La pellicola può contare su un cast davvero interessante, tra gli altri vi sono [[Treat Williams]] ([[Cosa fare a Denver quando sei morto]]) nelle vesti di un prete e un arruffato [[Burt Young]] (la serie "[[Rocky]]"), a dire il vero poco sfruttati, e le apparizioni brevi, che fanno però la gioia dei fans del vecchio cinema horror italico, di [[Giovanni Lombardo Radice]] ([[Apocalypse Domani]], [[Paura nella città dei morti viventi]]) e [[Venantino Venantini]] ([[Cannibal Ferox]], [[I nuovi barbari]]).

Un buon film che forse difetta nella prima parte, priva di vere emozioni, e nelle figure secondarie che non vengono approfondite adeguatamente.

Rating: 7/10

 

Pubblicato in Recensioni

Tags: Horror

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