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Le Orme (1975)

Tra psicanalisi e mistero, un affascinante thriller(giallo) italiano anni 70.
Alice è frastornata da un incubo che la perseguita riguardo la tragica missione spaziale di un astronauta lasciato morire sulla luna, la donna comprende di essere influenzata da un film di fantascienza ma le stranezze aumentano quando si accorge di soffrire anche di apparenti amnesie ...

Alice non ricorda gli ultimi due giorni trascorsi, per mezzo di conoscenti tenta di ricostruire quello che è accaduto, emergono collegamenti con un'esotica località turistica: Garma. Sempre più confusa e impaurita, Alice decide di raggiungere l'hotel di Garma raffigurato nella cartolina trovata spezzata a casa, qualcosa infatti sembra riaffiorarle nella mente....

Un oggetto atipico all'interno dello stesso filone "giallo all'italiana", Le Orme non è nemmeno un vero e proprio horror nonostante le atmosfere poco rassicuranti, insomma difficile da catalogare il film diretto e sceneggiato da Luigi Bazzoni nel 1975. La ragione deriva dal suo essere sfuggente nel soggetto, nella storia e in fase di sceneggiatura, un intreccio di personaggi e ambienti vissuto dalla protagonista che conduce a un vero stato di trance suadente e misterioso, mai del tutto chiarito e, anzi, portato a ramificazioni narrative sempre più depistanti e sognanti. Le Orme ha a che fare con le ombre della mente della protagonista Alice interpretata dalla bella Florinda Bolkan, qui in una delle sue migliori interpretazioni, non una novità per gli appassionati del genere visto i precedenti nei bellissimi film di Fulci "Una Lucertola con la pelle di donna" e "Non si sevizia un paperino".

Le Orme è un film per esteti ancora prima che per estimatori di storie misteriche e complesse, una gioia pura per gli occhi in ambito scenografico-visivo, curatissimo in ogni inquadratura e impreziosito dalla splendida fotografia di Vittorio Storaro (Apocalypse Now), capace di valorizzare gli evocativi ambienti chiusi di vecchie strutture Art Nouveau, l'albergo Garma del film è incredibile, così come la misteriosa casa nel bosco, roba che deve avere fatto impazzire e influenzare i registi Cattet-Forzani per i loro recenti neo-gialli. E gli esterni non sono da meno, se possibile ancora più intriganti per l'insolita ambientazione mediorientale ricavata in Turchia, nei pressi di un villaggio turistico lasciato ai tempi in mano alla produzione per la lavorazione della pellicola, scenari bellissimi con antichi minareti, costruzioni del passato e rovine nella foresta. Nel prologo ambientato a Roma si intravedono suggestivi squarci del quartiere Eur.

Nel corso del film si sussegue come un mantra la visione/allucinazione di un astronauta che cammina sul suolo lunare per poi soccombere in rantoli di dolore, una missione seguita con dei monitor da un uomo chiamato Blackmann, interpretato da Klaus Kinksi, che blatera di un non meglio specificato esperimento, una situazione ossessiva riprodotta con mezzi poveri ma efficaci, ripresi in un bianco e nero virato verso una colorazione blu, a sottintendere uno stato alterato e incomprensibile, slegato dagli eventi in corso. Le Orme è un film che lascia ben pochi punti di riferimento, lo spaesamento della protagonista Alice è sempre più marcato, con scambi di identità e segnali inquietanti che si riagganciano agli stilemi del Giallo, non solo Alice non ricorda quello che ha combinato nei due giorni precedenti ma alcuni fatti la inducono a pensare di essere un'altra donna, con un nome diverso. Davvero spiazzante, una sensazione insinuata dal rapporto che stringe con una bambina incontrata in albergo, la piccola è interpretata dalla mitica Nicoletta Elmi, in quel periodo presente in diverse opere storiche (Profondo Rosso su tutti) al punto da essere divenuta un'icona del genere.

Il viaggio di Alice è accarezzato dall'eccellente commento musicale di Nicola Piovani, dolce e malinconico, portato a una conclusione che risulta a sorpresa e in linea con lo spirito della pellicola, aperta a interpretazioni e interrogativi. Luigi Bazzoni in precedenza aveva diretto l'apprezzato giallo Giornata nera per l'Ariete (1971), con Le Orme dimostra una classe fuori dal comune, nel solco di opere del calibro di Il Profumo della Signora in Nero (1974) e La Corta Notte delle Bambole di Vetro (1971), in seguito il regista cade nel dimenticatoio, come Le Orme che risulta essere il suo ultimo film e riemerso, 40 anni dopo, solo di recente in un dvd francamente imperdibile.

 

Paese: Italia
Rating: 8/10

 

 

Pubblicato in Recensioni

Tags: Horror

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