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Metropolis

Arriva in sala il capolavoro di Fritz Lang nella versione originale, dopo il ritrovamento della pellicola avvenuto nel 2008 in Argentina. Le edizione conosciute erano state tagliate dalla produzione senza chiedere il consenso del regista ...

35mila comparse, 1100 persone calve per alcune scene di massa, 2000 costumi, 600 grattacieli di 70 piani, 5 milioni di marchi spesi e solo 75mila guadagnati nei pochi mesi in cui rimase in sala. Metropolis, uno dei grandi capolavori della storia del cinema, nel 1927, l'anno dell'uscita fu un fallimento clamoroso nonché una delle vittime più illustri della lunga storia di tagli feroci imposti dalla produzione.
Da allora le versioni che abbiamo visto, compresa quella lunga 80 minuti poi rimusicata da Giorgio Moroder con la collaborazione di Freddy Mercury, sostanzialmente sono un lontano parente dell'originale diretto da Fritz Lang.
Ora però Metropolis torna nella sale (e contemporaneamente nelle librerie con un cofanetto che contiene due dvd con booklet di approfondimento) nella versione restaurata da 150 minuti, grazie al ritrovamento della pellicola avvenuto nel 2008 in Argentina. A distribuirlo la Cineteca di Bologna.
Le riprese dovevano iniziare a luglio 1924, dopo che Thea Von Harbau, la moglie di Lang (i due divorzieranno, lei aderì al Nazismo, lui scapperà negli Usa) aveva terminato il lunghissimo script.
Le cose cominciarono a cambiare quando Lang andò in America, in cerca di finanziamenti, distributori e mezzi tecnici, arrivò in nave nel porto di New York e guardando lo skyline immaginò la città verticale che ha segnato per sempre l'immaginario della fantascienza.
Il primo ciak fu battuto il 26 maggio 1925, le riprese durarono 17 mesi e la lavorazione sforò ogni previsione.
La prima andò in scena il 10 gennaio 1927 con l'esecuzione dal vivo delle musiche composte da Gottfried Huppertz e fu un successo di pubblico ma non di critica. E non mancarono pareri negativi a dir poco autorevoli, come quelli di H.G. Wells, Luis Bunuel e Sergei Eisenstein.
La cattiva accoglienza della critica e il poco pubblico spinsero i produttori a tagliare il film: cominciarono gli americani della Paramount e della Metro Goldwin che, avevano partecipato alla produzione, che fecero uscire nella sale Usa una versione tagliata senza chiedere l'autorizzazione del regista, in questo subito seguiti dai tedeschi (che per altro tagliarono un po' di meno).
Non a caso Lang dichiarò a proposito del film: "mentre lo giravo lo amavo, poi l'ho detestato".
Ora a riportarlo alla versione originale è stato Friedrich-Wilhelm-Murnau-Stiftung in collaborazione con Deutsche Kinemathek, con la colonna sonora originale di Gottfried Huppertz, ricostruita ed eseguita da Frank Strobel, alla guida della Rundfunk-Sinfonieorchester Berlin.


Paolo Biamonte

 

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