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Tata Matilda - una super nanny in paradiso

ImageEmma Thompson è la formidabile interprete di Tata Matilda, una governante di rara bruttezza ma dotata di risorse fuori dal comune chiamata a educare i sette figli infernali di un giovane vedovo. Colin Firth e Angela Lansbury nel cast del film che è tratto dai libri di Christianna Brand, da 40 anni creatrice delle avventure di Matilda.
 

 

Tata Matilda per il cinema è una debuttante ma nel mondo anglosassone la saga di cui è protagonista da più di quarant'anni è ormai un classico della letteratura per ragazzi che ha garantito alla sua creatrice, Christianna Brand fatturati da Codice da Vinci. Dunque Tata Matilda non è un remake di Mary Poppins anche se i canoni del personaggio tata al cinema restano quelli fissati dalla donna-simbolo della difesa dei diritti dello spazzacamino. Scherzi a parte, il confronto è inevitabile anche se Nanny McPhee, il suo vero nome inglese (nanny comunque vuol dire tata), rispetto alla collega interpretata da Julie Andrews, mostra delle caratteristiche che la rendono più affine all'universo di Roald Dahl, Matilda ha qualcosa di vagamente diabolico insieme all'affettuosa sicurezza con cui educa una banda di ragazzini infernali e alla padronanza con cui riesce ad assegnare il giusto destino alle vicende in cui è coinvolta. Per chiarire, Tata Matilda è una governante dal volto francamente inguardabile chiamata a occuparsi dei sette figli di un giovane vedovo, Colin Firth, ancora schiacciato dal dolore per la scomparsa della moglie-angelo. Prima di lei già 17 governanti hanno rinunciato all'incarico: i figli di Cedric Brown stanno alla vita domestica come le gang giovanili del Bronx stanno alla società civile. Nessuno voleva accettare l'incarico: poi arriva Matilda e comincia lo scontro. Stavolta i ragazzi Brown si trovano di fronte un personaggio che non arretra, decisa a insegnargli le sue cinque lezioni.
Questo confronto è l'espediente narrativo che regala a Tata Matilda le sue qualità migliori. A cominciare proprio dal modo in cui vengono raccontati l'universo dei piccoli e quello degli adulti. I figli sono figli, i bambini sono bambini e gli adulti sono adulti. E, come tutti sanno, mettere in comunicazione questi mondi non è uno scherzo. C'è in questo film una dose di realismo davvero inconsueta nella fantasy. Ma questa è un'operazione di qualità: nei panni di Matilda c'è Emma Thompson talmente brava da riuscire a rendere inutile il trucco che letteralmente fa il personaggio e lo rende subito attraente per i bambini. La Thompson è una grande attrice e lei diventa Matilda. E' Matilda. E' stata lei a scrivere la sceneggiatura, anche questo un ottimo lavoro perchè la trama è disseminata di piccoli elementi che attirano lo spettatore in un percorso alla ricerca di una risposta. Un gioco di scatole cinesi condito con la suspence (c'è qualche rischio di paura per i più piccoli) creata dal gioco della trasformazione. Quella di Matilda dalla condizione di quasi mostro e i ragazzini da quella di criminali in erba.
Tata Matilda è il classico film dove i ragazzini vengono accompagnati volentieri, pieno di cose, divertente, sorprendente con Angela Lansbury, la Signora in giallo, nel ruolo di una zia di cui c'è poco da fidarsi.

 

Pubblicato in Recensioni

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