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Il buio nell'anima, la donna giustiziere

Il buio nell'anima 

Jodie Foster è la protagonista di questo film di Neil Jordan che negli Usa ha incassato benissimo e che racconta la trasformazione di una conduttrice radiofonica che diventa un giustiziere dopo aver subito una brutale aggressione.

Il buio nell'anima è una variazione sul tema del Giustiziere della notte che può contare su un'attrice straordinaria come Jodie Foster che oltretutto come interprete di thriller ha pochi rivali. Lo schema è quello classico: la conduttrice in carriera di un talk show radiofonico vive a New York ed è convinta che si tratti della metropoli più sicura del mondo. Fino a che, una sera, mentre passeggia a Central Park con il fidanzato con il quale ha già deciso di sposarsi, viene aggredita brutalmente da una gang di delinquenti. Il fidanzato muore e lei finisce all'ospedale. Quando torna a casa è paralizzata dall'angoscia, soffre di attacchi e di panico e di agorafobia. Solo quando compra una pistola e impara a sparare riesce a placare le sue paure. L'arma diventa per lei quello che l'inalatore spray è per i malati gravi di asma. La metamorfosi si compie quando in un drugstore aperto tutta la notte (quanti sono i film dove si vede un'aggressione a Central Park e la rapina con il morto nel drugstore?) uccide un rapinatore. Ha ucciso per salvarsi la vita. Ma le è piaciuto. Si sente dalla parte dei giusti, è convinta che eliminare i delinquenti sia una sorta di atto benefico nei confronti della società. Ferisce per errore una prosttituta minorenne (una delle citazioni volute di Taxi Driver) ma la ragazzina protegge la sua identità quando entra in scena il detective che si occupa del caso. A interpretarlo è il fascinoso Terrence Howard bravo a calarsi nel ruolo del poliziotto un po' stanco che diventa amico della protagonista e che finisce per essere un suo complice. Il regista Neil Jordan ama raccontare personaggi che non sono quello che sembrano, basta pensare alla Moglie del soldato o a Intervista con il vampiro. In questo caso il punto centrale del rapporto tra la donna-giustiziere e il poliziotto è la doppia verita', quella apparente della professionale conduttrice radiofonica e quella nascosta, degli omicidi, oppure il poliziotto che sa che la sua amica è un giustiziere ma rinuncia alla verità scegliendo di coprire gli omicidi.
Al di là delle questioni estetiche e di critica è ovvio che un film del genere, soprattutto se si pensa alla paranoia americana del post 11 settembre, è pensato per far discutere, E per sfruttare la voglia di farsi giustizia da soli che si dffonde sempre di più nelle grandi città di tutto il mondo.
Oltre che una grande attrice, Jodie Foster è una donna intelligente che fa cinema da più di trent'anni. E del Buio nell'anima ha detto: 'non ne condivido i contenuti e il finale è stato pensato per far pensare la gente. Spero che chi vedrà il film si ponga le stesse domande che ci siamo posti noi girandolo'.
Paolo Biamonte

 

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