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X-Men: Giorni di un Futuro Passato

Super cast e un viaggio nel passato per la nuova avventura dei mutanti Marvel. Con Hugh Jackman, Michael Fassbender, James McAvoy, Jennifer Lawrence, Nicholas Hoult, Patrick Stewart, Ian McKellen, Halle Berry, Ellen Page. 

Per rimettere in corsa il franchise di X Men è stato compiuto il massimo dello sforzo: Bryan Singer tornato in regia, un cast con Hugh Jackman, Michael Fassbender, James McAvoy, Jennifer Lawrence, Nicholas Hoult, Patrick Stewart, Ian McKellen, Halle Berry, Ellen Page, una trama che si svolge tra passato e futuro e che finisce per lanciare un nuovo spin off, dando al personaggio di Quicksilver un ruolo dominante e pronto per il grande salto visto che comparirà nel prossimo The Avengers.

L'universo cinematografico Marvel dimostra di essere sempre più interconnesso, nel concretizzarsi di una strategia innovativa e strategicamente vincente che, al di là del colossale business messo in moto, consente di mettere in scena trame che si curano relativamente della coerenza e risultano plausibili solo ai fan. Dunque a un pubblico sterminato. 

Il contesto narrativo è l'ormai inevitabile futuro distopico in cui i Mutanti stanno per soccombere alle micidiali Sentinelle, un gioiello di computer graphic, chiaramente ispirato all'universo di Matrix.

Il film è ispirato a un fumetto firmato da Chris Claremont e John Byrne nel 1981. Il Professor Xavier è ancora vivo, Magneto ha riacquistato i suoi poteri e i due sono perfino di nuovo amici.

Rispetto all'originale dove il viaggio nel tempo lo compie Kitty Pride, a tornare nel passato è Wolverine, e non  ci vuole Truffaut per capire che la scelta è dettata dall'esigenza di tenere in scena il più possibile Hugh Jackman.

Di fronte alla minaccia di una soluzione finale per i mutanti, il Professor Xavier e Magneto decidono di inviare la coscienza di Wolverine nel proprio io passato per impedire gli eventi che hanno portato alla creazione delle Sentinelle.

Lo stratagemma consente diverse cose appetibili dal punto di vista narrativo e di cassetta: offrire una storia dove gli X Men sono alle prese con i se stessi più giovani, riportare nel cast, seppur in apparizione che sono poco più di camei, Ian McKellen, Ellen Page, Patrick Stewart ed Ellen Page nei loro ruoli originali e, last but not least, spostare il fulcro della narrazione da un futuro ormai convenzionale agli anni '70 di Nixon e della fine del Vietnam.

Aderendo a una lettura storica tutt'altro che superficiale, è proprio in quella stagione di grande creatività e contrasti brucianti che viene collocata l'origine delle tensioni che rischiano di portare all'estinzione dei Mutanti.

Non sbaglierà chi interpreta questa lettura come una riflessione che esce dall'universo Marvel per entrare nella realtà.

 

 

 

Paolo Biamonte

 

 

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