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Brick Mansions

Brick MansionsArriva nelle sale italiane il primo maggio l’ultima pellicola compiuta girata da Paul Walker, prima del tragico incidente d’auto.

 

'Brick Mansions', action movie diretto da Camille Delamarre, ha diverse particolarità e curiosità.

Innanzitutto, dolorosamente, il film sarà ricordato per aver ospitato l'ultimo ruolo completo di Paul Walker, l'attore scomparso prematuramente nel 2013, che legò il suo successo cinematografico all'interpretazione del poliziotto O’Conner in 'Fast and Furious'.

Dal punto di vista della sua realizzazione, 'Brick Mansions' nasce come progetto di remake del film francese 'Banlieue 13' (conosciuto anche come B13) scritto e prodotto da Luc Besson, al pari del successivo 'Banlieue 13 Ultimatum'.

Proprio Besson firma, infatti, la sceneggiatura di 'Brick Mansions' prendendo sotto la sua ala protetttiva l'esordiente Camille Delamarre che ha lavorato gomito a gomito con Besson fin dalle prime fasi di sviluppo del film e ha quindi molto apprezzato la fiducia riposta in lui: "Lavorare con Luc è un piacere immenso. Ho una stima immensa per lui, mi ha insegnato tantissime cose. In fase di pre-produzione, abbiamo lavorato due giorni interi sulla sceneggiatura. Luc ha discusso con me le sue idee e come si aspettava di realizzarle. Abbiamo poi sviluppato assieme altri aspetti della trama e Luc ha sempre incoraggiato molto le mie idee. Lavorare con lui è stata un’opportunità incredibile".

 

 

Brick Mansions

 

Un altro elemento di interesse per il film e per gli appassionati del Parkour, l’arte di muoversi in un qualsiasi ambiente agilmente ed efficacemente usando solo e soltanto il corpo umano per oltrepassare gli ostacoli, è la presenza nel cast di uno dei padri fondatori della disciplina, David Belle che interpreta il proprio ruolo in modo del tutto nuovo.

Il risultato è un ottimo mix di azione e humour con spettacolari sequenze stunt con combattimenti a base di arti marziali e evoluzioni di Parkour girate utilizzando strumenti tecnici particolarmente innovativi, capaci di piazzare la camera il più vicino possibile all’azione per far sentire il pubblico al centro della scena.

Esemplificativa dello stile ricercato dal regista è una delle sequenze più elaborate che si svolge su un tetto, e in cui la filosofia del Parkour si sposa bene a quella più prettamente coreografica e cinematografica.

Il film, infine, è prodotto da Relativity Media, che devolverà parte degli incassi alla Reach Out WorldWide, la fondazione benefica di Paul Walker.

 

Paolo Piccioli

 

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Pubblicato in Recensioni

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