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Nymphomaniac Vol. I

nymphomaniac vol 1Ecco l'uscita italiana del Volume I delle variazioni sul tema della ninfomania di Lars von Trier.

 

L'opera concepita, scritta e diretta, dal regista danese è senz'altro di quelle che possono definirsi articolate, audaci e, a voler essere maliziosi, anche piuttosto scaltra.

Articolata in quanto il film viene distribuito in varie parti e con modalità che cambiano a seconda del paese in cui viene presentato.

Esiste una prima versione di 4 ore che è stata divisa in due Volumi (I e II) trattati come due film separati e che usciranno nei cinema italiani rispettivamente il 3 e il 24 aprile.

C'è poi la versione completa della durata di ben 5 ore e mezzo che dovrebbe arrivare nelle nostre sale in autunno.

Lo stesso von Trier, così come era accaduto per un suo precedente lavoro (Antichrist), ha espressamente approvato la versione di 4 ore che prevede sostanzialmente tagli dei primi piani più espliciti dei genitali e per l'appunto una divisione in volumi per rendere la distribuzione più estesa e anche, come annunciato ufficialmente sin dall'avvio del progetto, per facilitare l’arrivo dei finanziamenti.

 

 

nymphomaniac vol 1

 

Un'opera audace, come detto, non tanto per la costruzione narrativa - i flash-back con voce narrante della protagonista che racconta momenti della sua vita passata non sono certo una novità - quanto per aver usato il sesso, la ninfomania, la trasgressione come spunto centrale e focale di speculazioni filosofiche che toccano i temi più diversi: dalla pesca di fiume alla polifonia...

Limitando il giudizio a questa prima porzione (Volume I) alcuni spunti sono senz'altro interessanti, altri decisamente banali, ma in ogni caso è innegabile uno sforzo creativo e una buona dose di coraggio per tentare di rendere il tutto coerente, amalgamato.

E infatti il regista per non confondere troppo lo spettatore già sollecitato da tanta carne (al fuoco) e per gestire anche la durata specie nella versione integrale, usa una scansione in capitoli quasi didattica.

Il cast è davvero stellare e contribuisce ad alimentare curiosità per il progetto: resta però il dubbio che ci sia anche una buona dose di strategia commerciale intesa proprio come capacità di creare aspettativa (pensiamo al puzzle di orgasmi della ormai celebre locandina o le versioni hard/soft del trailer...) e di sfruttare l'erotismo come esca eccitante per il pubblico che forse però rischia ugualmente di annoiarsi un po'...

 

Paolo Piccioli

 

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Pubblicato in Recensioni

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