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Dallas Buyers Club

dallas buyers clubUn Matthew McConaughey da Oscar e dimagrito 30 chili nel ruolo di un elettricista texano omofobo e sessista ammalato di AIDS negli anni '80. Accanto a lui uno strepitoso Jared Leto (anche lui candidato alla statuetta) nei panni di una drag queen.

Dallas Buyers Club è il film pluricandidato all'Oscar che segna il passaggio definitivo di Matthew McConaughey dal ruolo di figaccione palestrato buono per l'irresistibile imitazione di Matt Damon a quello di attore super star.

Per il ruolo del cowboy omofobo, razzista e malato di AIDS ha già vinto un Golden Globe ed è ben piazzato per la vittoria dell'Oscar.

Per la verità McConaughey ha già dato prova del suo talento: basta pensare a Paperboy e Killer Joe o al folgorante ruolo di mentore di Leonardo DiCaprio in The Wolf of Wall Street.

Dallas Buyers Club è basato su una storia vera: quella di Ron Woodroof, un elettricista texano, un personaggio odioso e sessista che negli anni '80 si ammala di AIDS.

 

 

 

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Quello, come racconta bene il film, era il periodo dell'esplosione dell'epidemia, vissuta come una sorta di castigo divino per omosessuali e drogati e, tragicamente affrontata con cure inadeguate. 

Al momento della diagnosi a Woodroof furono dati 30 giorni di vita: lui non mollò, mise in piedi con il Messico un traffico illegale di medicine sperimentali per aggirare il divieto della Food And Drugs Administration e riuscì a campare ancora sette anni.

Sulla scia di quanto fatto da suoi colleghi formidabili come Robert De Niro o Christian Bale, McConaughey per questo ruolo è diventato pelle e ossa, dimagrendo 30 chili, trasformandosi in una sorta di denuncia vivente di una tragedia che ha sconvolto il mondo, prima che la ricerca portasse alla produzione dei farmaci trifasici.

Una performance sconvolgente e dolorosa che trova il suo perfetto complemento in quella altrettanto straordinaria di Jared Leto, che è anche il leader dei 30 Seconds To Mars, nel ruolo di Raymond-Ramona, una drag queen tossica e fuori di testa che è l'improbabilissima compagna di avventure del protagonista votato al culto del machismo. Per questo ruolo Leto ha già vinto il Golden Globe ed è candidato all'Oscar.

Queste performance sarebbero fine a se stesse se non facessero parte di un film di alto livello diretto da Jean Marc Vallée e candidato all'Oscar anche come miglior film, miglior montaggio, miglior make up e migliore sceneggiatura originale, una sceneggiatura che era stata rifiiutata 137 volte. Quando si dice il valore della perseveranza.

 

 

Paolo Biamonte

 

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Pubblicato in Recensioni

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