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I Vichinghi (1958)

i vichinghiUn cast leggendario per un'avventura epica nel mondo dei vichinghi.

I vichinghi provenienti dal nord portano il terrore lungo le coste dell'Inghilterra, un serio problema per il Re Aella che deve tenere a bada anche gli intrighi di corte. Aella non sa che il pretendente al trono che occupa è vivo, ridotto come schiavo presso i vichinghi, si tratta del giovane Eric ma egli stesso ignora la nobile discendenza. Il rapimento della bella Morgana, promessa sposa di Aella, per mano dei vichinghi guidati dagli impavidi re Ragnar e suo figlio Einar è l'occasione per il ribelle Eric di fuggire, libera quindi la ragazza e riesce nell'impresa di catturare il re Ragnar che viene condannato a morte da Aella. L'ira del figlio Einar è pronta a scatenarsi sulle terre dell'Inghilterra.

20.000 Leghe Sotto i Mari, Viaggio Allucinante, Lo Strangolatore di Boston, 2022 I Sopravvissuti", Tora Tora Tora, Conan il Distruttore, sono alcuni dei film più famosi del versatile e solido regista Richard Fleischer che nel 1958 firma forse la sua opera migliore: "I Vichinghi", una potente avventura a sfondo storico che rappresenta forse il vertice del filone (film con i vichinghi) mai fatto. Il film comincia a essere a dir poco datato ma chi ha tratto piacere da titoli come "Il 13 guerriero" (1999) o il più recente "Valhalla Rising" (2009) è meglio, se non lo ha già fatto, dare una doverosa ripassata a questo classico di una Hollywood ormai scomparsa e leggendaria. Magnifico e spettacolare "I Vichinghi" è un'ode agli eroi guerrieri e al coraggio, a un'epoca in cui combattere significa infiammare di passione ed emozioni, in cui morire con la spada in mano è l'onore più alto.

 

Il film è l'occasione per apprezzare la devastante interpretazione di Kirk Douglas, l'eroico e irascibile vichingo Einar, l'attore ricopre anche la figura del produttore, anche per questo si ritaglia il personaggio più memorabile e significativo, un guerriero selvaggio che rimane sfigurato al volto e senza un occhio, menomazione che non ne scalfisce la forza e il coraggio, si tratta di un eroe dalle connotazioni negative, mosso da impulsi quasi animaleschi. "I Vichinghi" è soprattutto una rappresentazione delle antiche e misteriose genti del nord, ritratti come uomini istintivi e violenti ma anche attaccati ai piaceri terreni della vita, alle donne, alle tavole imbandite e la gioia delle riunioni di gruppo. Gli inglesi di contro sono visti come persone imprigionate nei ruoli istituzionali di uomini di corte, stretti nella burocrazia e corrotti dagli intrighi e aspirazioni personali. L'istinto contro la ragione per semplificare, dentro un'opera in cui in ogni immagine aleggia un senso vivido di violenza e brutalità (l'incidente all'occhio di Einar, la scena famosa del taglio della mano). Il tutto è magnificato da un reparto scenografico stupefacente, le fortezze inglesi si alternano agli scenari selvaggi naturali delle terre vichinghe, gli esterni del film sono di una bellezza mozzafiato e, giustamente, l'arrivo di una nave vichinga in un fiordo viene ripresa a lungo per apprezzarne il forte realismo. Oggi la cosa sarebbe risolta alla svelta con una dimostrazione di computer grafica.

 

i vichinghi

 

Nel ruolo di Eric si riconosce il famoso Tony Curtis (A Qualcuno Piace Caldo), il personaggio diviene presto il rivale di Einar, di mezzo anche la contesa di una donna (Morgana) che ha le fattezze della bella Janet Leigh (Psycho), la Leigh e Curtis sono sposati dal 1951 e proprio in quell'anno danno alla luce la loro seconda figlia, la famosa Jamie Lee Curtis. Il padre di Kirk Douglas è interpretato da Ernest Borgnine (Il mucchio selvaggio), il re Ragnar, aspetto che fa sorridere visto che i due attori sono coetanei (!), anch'egli si lascia andare a una prova di grossa fisicità e al centro di sequenze molto intense (la scena del pozzo). "I Vichinghi" è un grande film d'azione ma anche di atmosfera, c'è tutta la lunga sequenza in mare con la nebbia e il fuoco delle torce, gli incontri e i dialoghi con i protagonisti mantengono alta la tensione, nei ruoli secondari James Donald (il cospiratore Egbert) e Frank Thring (re Aella) sono perfetti.

 

Il grande finale si tiene sulla terra di Albione in un lungo ed elaborato attacco ai danni di una fortezza a picco sul mare, con grande sforzo di stuntmen (pazzesca la scena dell'assalto al ponte levatoio) e comparse, mentre acrobatiche riprese e un montaggio implacabile fanno concludere la sfida in cima a una torre tra sprezzo del pericolo, equilibrismi e senso epico. Il contro-finale, la scena commovente del funerale vichingo con la nave che si incendia in mare, è solo l'ultimo atto di un film magnifico attraversato dalla violenza e il furore, curato sotto ogni aspetto, al punto da essere ancora oggi un film di riferimento per i film d'azione avventurosa di carattere storico. Un vero classico.

 

 

Tit. Originale: The Vikings
Paese: USA
Rating: 9/10

 

Pubblicato in Recensioni

Tags: Action

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