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Dietro i Candelabri

dietro i candelabriMichael Douglas e Matt Damon sono i protagonisti di questo film di Steven Soderbergh che ricostruisce una parte della vita di Liberace, simbolo musicale del kitsch e del lusso come provocazione.

Dietro i Candelabri è un film nato da un'imitazione. Michael Douglas ha improvvisato un'interpretazione di Liberace sul set di Traffic e Steven Soderbergh non l'ha dimenticata. Così, dopo aver letto il libro che Scott Thorson ha scritto sulla sua vicenda d'amore con uno dei più spettacolari apostoli del kitsch della storia della musica ha deciso di farne un film.

Se Douglas era il candidato perfetto per la parte del protagonista, per quella del suo ultimo amante è stato chiamato Matt Damon. Il risultato è stato straordinario: il film era stato prodotto per la TV ma la sua qualità è risutata così alta da assicurargli l'approdo in sala.

 

 

 

  

dietro i candelabri

 

Chi era Liberace? Wladziu Valentino Liberace è stato un eccentrico musicista che ha anticipato gli eccessi kitsch di Elton John e Freddy Mercury. Un virtuoso classico che indossava pellicce di ermellino, vestiva camicie con diamanti al posto dei bottoni, viaggiava su macchine che sembravano panfili, usava trucco e parrucche, mescolava classica e rock'n'roll e ovviamente era una star di Las Vegas e suonava un pianoforte così lungo da ospitare al suo interno dei candelabri (da qui il titolo) e perfino lampadari.

Ha sempre tenuto nascosta la sua omesessualità che non sarebbe stata tollerata dall'America puritana degli anni '50 e fino all'ultimo ha tenuto segreto che fosse malato di AIDS.

Più che sulla sua spettacolare carriera (durante la quale ha accumulato una fortuna) il film si basa sulla storia d'amore con Scott Thorson.

La ricostruzione è perfetta (è stato usato il pianoforte di Liberace, i set sono allestiti nel suo attico di Los Angeles e nell'Hilton di Las Vegas che era il suo palcoscenico) e, soprattutto, Douglas e Damon sono straordinari nel rappresentare una storia omosessuale con naturalezza, sfuggendo a ogni tentazione caricaturale, sempre in agguato quando di mezzo c'è un personaggio come Liberace che aveva costruito la sua carriera proprio su un personaggio che sembrava una caricatura.

 

 

 

Paolo Biamonte

 

 

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