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Machete Kills

Machete Kills Abbiamo visto in anteprima 'Machete Kills' di Rodriguez, con il ritorno di Danny Trejo nei panni dell'ex agente federale. Il film è in uscita nelle sale il 7 novembre. Ecco la nostra recensione.

A distanza di tre anni dalla sua prima apparizione in un lungo-metraggio, ritroviamo Machete il personaggio armato di coltello nato durante la realizzazione del falso trailer che Rodriguez aveva scritto e diretto per 'Grindhouse', il doppio film del 2007 frutto della collaborazione con Quentin Tarantino.

Così, dopo aver trasformato il falso trailer in un film "mex-ploitation" (così definito per via dell'origine latino-americana del protagonista), Rodriguez durante il montaggio di 'Machete', aveva già in mente dell'altro: "...mentre ero al mix, ho deciso di inventarmi dei titoli per due falsi sequel, solo per far credere al pubblico che c'erano due sequel in arrivo. I titoli dicevano: Machete farà ritorno in Machete Kills e Machete Kills Again".

Ed eccoci dunque a 'Machete Kills' che, a sua volta, si apre e si chiude con un paio di falsi trailer irresistibili e che preparano il terreno ad una nuova puntata delle vicende dell'eroe dei coltelli; vicende che in questo secondo film appaiono immediatamente ipertrofiche, esagerate, parodistiche.

Machete Kills

Il tono ironico del primo capitolo, lascia infatti spazio ad una ben più marcata ricerca della battuta, della comicità spesso demenziale, e della spettacolarizzazione: se non fosse per la quantità di plasma e splatter sempre distribuita con grande generosità, sembrerebbe a tratti di assistere ad un film di Mel Brooks più che di Rodriguez.

L'obiettivo dichiarato di voler spingere il pedale sull'acceleratore per far divertire il pubblico è sicuramente centrato soprattutto nella prima parte della pellicola che regala alcune battute memorabili ("Machete non twitta" su tutte), anche se ne fa le spese il rigore stilistico e il fascino "sinistro" dell'esordio.

Intorno al Nostro, Rodriguez crea una nutrita galleria di personaggi sopra le righe che assicurano gag e divertimento: lo schizofrenico e violento Mendez il rivoluzionario (Demian Bichir), Voz eccentrico e altrettanto folle mercante di armi (Mel Gibson), l'immancabile e cinico Presidente Usa (Charlie Sheen alias Carlos Estevez), la conturbante Miss San Antonio (Amber Heard), senza dimenticare ovviamente le inafferrabili versioni del Camaleón (Antonio Banderas, Lady Gaga, Cuba Gooding Jr.Camaleòn, Walton Goggins).

Nel vorticoso susseguirsi di azioni e combattimenti resta immutata la maschera di Danny Trejo, che senza scomporsi più di tanto, si presta a tutte le stravaganze di un soggetto nel quale, per sua stessa esplicita ammissione, Rodriguez ha dato libero sfogo alla propria creatività e fantasia.

 

Paolo Piccioli

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Pubblicato in Recensioni

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