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L'Uomo d'Acciaio

l'uomo d'acciaioL'attesissimo reboot di Superman firmato da Zack Snyder e prodotto da Christopher Nolan sta facendo sfracelli al botteghino americano. Con Henry Cavill, Amy Adams, Russell Crowe, Kevin Costner, Diane Lane e il bravissimo Michael Shannon.

L'Uomo d'Acciaio, attesissimo reboot di Superman diretto da Zack Sneyder e prodotto da Christopher Nolan che ha firmato lo script insieme al fido David S. Goyer, si è presentato al botteghino americano con 125 milioni di dollari di incasso in quattro giorni e il miglior risultato di sempre nella storia degli opening weekend di giugno.

Sicuramente c'è di mezzo il fascino del più celebre dei super eroi ma c'è da scommetterci che sull'immensa platea degli appassionati di trasposizioni cinematografiche dei fumetti abbia un'influenza determinante il fascino del binomio formato da Nolan, il geniale reinventore di Batman- Cavaliere Oscuro (secondo la lezione di Frank Miller) e da Snyder, il regista di 300 e The Watchmen.

Le attese sono ben riposte, soprattutto da chi si aspetta, oltre all'adrenalina e all'azione, l'invenzione di un mondo e un adeguato esaltazione della componente umana.

Ovviamente trattandosi di Superman il dramma è rovesciato perché l'Uomo d'Acciaio non è un umano: si chiama Kal-El, è figlio di Jor-El e Lara Lor-Van e viene da Krypton. Prima che il suo pianeta venga distrutto, ancora bambino, viene messo su un'astronave e mandato sulla Terra dove sarà adottato dai coniugi Kent, che lo cresceranno in una piccola città del Kansas.

 

l'uomo d'acciaio

Kal-El ci metterà tanta fatica ad abituarsi a essere il Clark Kent un po' imbranato che tutti conosciamo (ammesso che ci riesca) e soprattutto dovrà impegnarsi perché i suoi super poteri diventino uno strumento del Bene. 

E' significativo che l'Uomo d'Acciao indossi il leggendario costume dopo un bel po' e che la S non rappresenti l'iniziale di Superman ma un geroglifico kryptoniano che sta per speranza. Che le due iniziali corrispondano è solo una coincidenza italiana perché in inglese speranza si dice hope

La sua vera missione, e nel film ci sono accenni cristologici, è fare il Bene. Il che per uno come Superman vuol dire mettere in salvo: sia che, nelle sue prime performance, si tratti di reggere con le mani una piattaforma petrolifera che di mettere al sicuro dalla Terra dall'invasione aliena del super cattivo.;

Educato dai genitori terrestri a tenere segreti i suoi super poteri, l'Uomo d'Acciaio deve misurarsi anche con il mondo interconnesso dove le notizie viaggiano in tempo reale e nemmeno un super eroe può pensare di passare inosservato soprattutto se compie simili imprese. La bella e dolce collega di Clark Kent al Daily Planet Loise Lane capisce tutto e forse per questo viene premiata da un bacio tra le rovine fumanti.

La nascita di Superman è dunque affidata a una serie di flashback che intervallano la narrazione del presente, quando a 33 anni (ma guarda un po') l'uomo d'acciaio scende in campo perché è arrivato il terribile generale Zod, il super cattivo che sta distruggendo la Terra e vuole trasformarla in Krypton, il che condannerebbe l'umanità allo sterminio.

Quando il gioco si fa duro l'Uomo d'Acciaio è pronto anche al duello finale, ambientato in una Metropolis dal fascino cupo e fantascientifico dei film di Nolan.

La componente, per dir così, umana e terrena del racconto, non stempera il tasso di azione e spettacolarità che Snyder maneggia con disinvoltura (il film è stato girato in 2D, quella in 3D è stata realizzata in post produzione).

Henry Cavill, l'attore inglese chiamato a interpretare l'uomo d'acciaio, rispetta in pieno la tradizione del personaggio al cinema, fin dai tempi del povero Christopher Reeve: grande fisico, ottima predisposizione all'acrobazia, una quasi totale fissità espressiva.

Un capitolo a parte lo merita il cast dei genitori: quelli kryptoniani sono Russell Crowe, gigione un po' distratto come da tradizione (vedi Marlon Brando nel film di Richard Donner nel 1978) e Antje Traue, quelli terrestri, i coniugi Kent, Diane Lane e Kevin Costner, alle prese con un ruolo da papà così buono da far riflettere su quale sia il confine tra bontà e coglioneria.

Amy Adams, attrice di livello superiore, è alle prese con una Loise Lane un po' sacrificata dalla trama.

Infine il migliore tra gli interpreti: Michael Shannon, bravissimo attore di formazione teatrale specializzato in ruoli di personaggi disturbanti (è stato candiato all'Oscar per Revolutionary Road) che fa del generale Tod è una figura urlante e grondante rabbia. D'altra parte nel film con i super eroi è un classico affidare a un virtuoso il ruolo del cattivo che, nei fumetti, pur rappresentando il male assoluto, ha una grandezza spettacolare che l'eroe non ha. E' per questo che spesso si ricorda più facilmente il villain dell'eroe.

 

Paolo Biamonte

 

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