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Il mio miglior nemico - la strana coppia

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Nel suo ventesimo film da attore e regista, Carlo Verdone racconta il mondo da un'ottica maschile attraverso il confronto-scontro con Silvio Muccino in una storia che concilia il road movie con la commedia all'italiana.
'Dopo un anno e tre mesi dedicati esclusivamente alla scrittura di sette stesure di un copione di 130 scene il regista non poteva sbagliare questo film che vorrei proprio fosse considerato come il miglior film di Carlo Verdone'. E' la dichiarazione autobiografica che Verdone ha messo come epigrafe di Il mio Miglior Nemico, ventesimo capitolo della sua carriera di attore-regista dove, quasi in un collegamento ideale con In viaggio con papà, dove Alberto Sordi consegnava idealmente il testimone all'erede, allora trentaduenne, più accreditato a rappresentare la tradizione della commedia all'italiana. Più' di 25 anni dopo, Verdone ha immaginato un altro road movie per sancire il legame tra la sua generazione e quella di Silvio Muccino, il fratello di Gabriele, lanciato a 17 anni in Come Te Nessuno Mai e diventato nel tempo il volto della Generazione Y del nuovo cinema italiano.
Avvenuto sul set di Manuale d'Amore di Giovanni Veronesi, l'incontro Verdone-Muccino jr ha generato un film girato tra Roma, Sabaudia, il Lago di Como, Ginevra e Istanbul che riesce a conciliare l'andamento di un road movie con gli elementi della migliore commedia all'italiana, attraverso uno svolgimento narrativo articolatissimo e pieno di snodi, dove il confronto generazionale diventa allo stesso tempo strumento di analisi introspettiva e fonte di comicità.
I due protagonisti assoluti di Il mio Miglior Nemico sono Achille, top manager di una catena alberghiera e Orfeo, un giovane sbandato di una borgata romana. Due nomi scelti evidentemente per la loro capacità di evocare sfide che affondano nell'epica e che, proprio per questo, aumentano le possibilità di fare ironia.
Grazie ai capricci delle coincidenze, le vite dei due entrano in contatto generando scontri ed equivoci che sembrano non avere alternative e fine ma che invece con il procedere della storia si trasformeranno in un legame affettivo dopo un'interminabile serie di incidenti e disastri di ogni genere.
Il mio Miglior Nemico è tutto poggiato sulla straripante energia di Silvio Muccino che, non a caso ha collaborato alla sceneggiatura. Ma non c'è dubbio che possa essere considerato anche come una chiara dimostrazione dell'abilità di Verdone, ormai perfettamente padrone dei meccanismi di elaborazione di un film che, al contrario di quelli immediatamente precedenti, racconta il mondo da un'ottica tutta al maschile.
Paolo Biamonte

 

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