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La Casa (2013)

la casaIl remake dello storico esordio horror di Sam Raimi.

David insieme alla fidanzata e a un'altra coppia di amici organizza una vacanza in un'isolata casa nella foresta, l'intenzione è quella di assistere la sorella Mia con problemi di droga, giunta anche lei come ospite. I ragazzi scoprono una botola che apre a un sotterraneo adibito in passato a macabri rituali, uno strano libro attrae l'attenzione le cui pagine raffigurano mostri e scritte sui poteri occulti. L'incauta lettura di alcune formule magiche liberano nella foresta una forza maligna che penetra nel corpo di Mia.

Cosa resterà di questo decennio di remake (reboot) dedicati a opere horror del passato? era iniziata nel 2003, con il boom dei remake di "Non Aprite Quella Porta" e "The Ring", la stagione prolifica (per quantità) dei rifacimenti indiscriminati, dieci anni dopo il fenomeno sembra sgonfiarsi ma solo per naturale esaurimento, avendo saccheggiato quasi tutte le opere più significative del genere. Il saldo artistico però parla chiaro, non esiste un remake/reboot che sia riuscito a superare la fonte originale. Certo qualche film passabile/riuscito è stato prodotto e, spesso, le intenzioni erano altre (fare soldi facili il più delle volte) ma il confronto appare impietoso. E tra i titoli "dimenticati" e papabili (Rosemary's baby, Essi Vivono, ecc.) per essere rifatti e rimasticati per il nuovo pubblico mancava giusto all'appello quello de "La Casa" (1981), a pensarci lo stesso Sam Raimi con la sua casa di produzione Ghosthuose, segnalatasi in questi anni per il livello mediocre delle proposte. Il remake de "La Casa" è dignitoso ma non spezza la tendenza, è un film inerte, ancora prima che inutile, in linea con molti remake di questi ultimi tempi, carini, anche ben fatti ma che corrono inesorabili verso il dimenticatoio.

Alla regia lo sconosciuto Fede Alavarez si destreggia in maniera discreta con un materiale che ormai conoscono anche i sassi, se la nuova versione de "La Casa" ha un pregio è quella di non annoiare mai e puntare su un coinvolgimento fisico-splatter che coglie nel segno, se poi il regista ha un suo stile è ancora da verificare. L'originale di Raimi in fondo era proprio la nascita di uno stile visivo-visionario unico, sempre nel film del 1981 il male appariva più indistinto e anche per questo più inquietante, in questa occasione un prologo a sfondo satanico ci dice/spiega che siamo dalle parti de "L'esorcista" (1973), insomma roba non proprio fresca. Meglio non infierire sulla scelta di spostare la vicenda verso la tossicodipendenza della protagonista Mia, davvero pretestuosa, il punto di vista femminile probabilmente è dovuto all'apporto in fase di sceneggiatura da parte di Diablo Cody (Juno),  inoltre appare fastidioso il (giusto) piglio serioso tradito dai numerosi momenti involontari di pura comicità, zombi-demoni che si comportano come pagliacci e via dicendo, cosa che per un horror è noto non essere buona cosa e giusta. E poi ci sarebbe anche il libro dei Morti, il Necronomicon for dummies, con le scritte in inglese a caratteri cubitali.

la casa

"La Casa" non riesce a trasmettere la paura ma sa essere divertente nelle sue continue sanguinose rappresentazioni di morte, piace il rifiuto quasi totale al ricorso della computer grafica (cosa curiosa visto che Alvarez si è fatto notare per un corto denso di effetti speciali), anche nella replica dello stupro ai danni di una vittima provocato dai rovi animati nella foresta è difficile coglierla. Nel corso della vicenda si avvicendano squartamenti, amputazioni e macabre coreografie di morti violente davvero notevoli, la lama che si apre la strada dentro i tessuti della lingua mette i brividi, episodi non sempre supportati da una adeguata atmosfera e con scarsa credibilità (gente che non prova dolore nonostante l'amputazione della mano, dai!), davvero un peccato. Il finale alla "raining blood" di slayerana memoria con la foresta spazzata da una pioggia di sangue è un po' il summa della pellicola, inverosimile, esagerata, tutto sommato divertente.

 

Sam Raimi dietro le quinte produce ma di horror in fondo non ne vuole sapere da decenni, ci ha provato con il deludente "Drag Me To Hell" (che poi qualcuno lo abbia apprezzato resta un mistero), e anche questo remake sembra riflettere l'apatia non del tutto spiegabile per il genere che lo ha lanciato verso le mega-produzioni. Anche per questo il quarto capitolo della serie "Evil Dead" non è mai arrivato e se mai arriverà, a questo punto, sarà una forzatura. Dopo i titoli di coda giunge un'ultima scena, altra consuetudine di questi tempi che ha stufato, un omaggio per i fan della prima ora che però non è sta gran cosa e può istillare il dubbio che il film in fondo non sia un remake ma un sequel. Per mischiare le carte a inizio pellicola si intravede l'auto del primo film ormai ridotta a un rottame. Cast anonimo, non compiere l'errore di trovare il nuovo Ash, non è il caso.

 

Titolo Internazionale: "Evil Dead"
Paese: USA
Rating: 6/10

 

Pubblicato in Recensioni

Tags: Horror

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