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Cogan - Killing Them Softly

coganDopo L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford, il regista Andrew Dominick torna a lavorare con Brad Pitt che, in un adattamento di un crime novel di George V. Higgins, veste i panni di un killer assoldato dalla malavita per vendicarsi di una rapina. Con Ray Liotta, James Gandolfini e il promettente Ben Mendelshon.

Cogan - Killing Them Softly è l'adattamento della crime story di George V. Higgins (Einaudi), autore di Gli amici di Eddie Coyle, ex giornalista e procuratore distrettuale diventato un autore di successo, molto amato da Quentin Tarantino. Higgins è uno specialista dei dialoghi, i suoi romanzi, caratterizzati ovviamente da una conoscenza profonda del mondo del crimine, sono costruiti essenzialmente di dialoghi.  Andrew Dominick, regista di L'assassinio di Jesse James per Mano del Codardo Robert Ford, riproduce nel suo film questa struttura, rimanendo fedele al romanzo, se non per lo spostamento della scena da Boston alla Lousiana e l'ambientazione negli ultimi giorni della presidenza Bush prima dell'insediamento di Obama (il libro è del 1974). 

La storia se vogliamo è una storia di malavita. Un gruppo di balordi rapina una sala da giochi clandestina, forte della convinzione che la responsabilità sarà addebitata al gestore. Si tratta di un grave errore, del più classico degli sgarri: la malavita scrittura un killer per rimettere le cose a posto.

 

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Più che sull'azione, pur non rinunciando a situazioni tipiche di questi contesti e che dunque si rifanno a Scorsese e Tarantino, Dominick punta sui dialoghi che, grazie al talento di Higgins, coprono uno spettro emotivo che va dal drammatico all'umoristico tutto compreso. Il regista però spinge ancora più in là il valore della parola arricchendo la storia con le voci della radio e della televisione che ossessivamente raccontano lo scoppio della grande crisi economica. Una crisi che tocca anche la malavita, costretta a fare i conti sul costo di un killer e a tirare la cinghia. E' evidente l'intenzione di dare a tutto il racconto un valore metaforico, per far riflettere lo spettatore di quanto sia sottile, ammesso che ci sia, la distinzione tra i malavitosi del film e i vari protagonisti, finanzieri e corporation varie, della grande crisi con cui ci stiamo misurando ogni giorno. 

Il cast è davvero notevole: il killer impomatato è Brad Pitt, che torna a lavorare con Dominick dopo L'assassinio di Jesse James per Mano del Codardo Robert Ford, poi ci sono gli specialisti Ray Liotta e James Gandolfini e il giovane, promettentissimo Ben Mendelsohn.

 

Paolo Biamonte

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Pubblicato in Recensioni

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