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Il Dittatore

Il Dittatore

Il nuovo film con Sacha Baron Cohen è un irriverente sberleffo ai dittatori tipo Saddam Hussein, il mito di Osama Bin Laden e all'America.

Sacha Baron Cohen colpisce ancora. Anche il più accanito dei detrattori dell'interprete di Ali G, Borat e Bruno non può non riconoscere il coraggio dell'attore inglese. Già il punto di partenza di questo nuovo film firmato dal vecchio sodale Larry Charles è indicativo: lo script è ispirato all'autobiografia di Saddam Hussein. E la barba posticcia che Baron Cohen indossa è un chiaro richiamo a Osama Bin Laden. Saddam Hussein, Osama Bin Laden: due nomi che scuotono la coscienza collettiva dell'America e del mondo.

Il dittatore ci sghignazza su, come su tutto il resto. La vicenda è ambientata in uno stato immaginario dell'Africa, la Wadiya dove regna Haffaz Aladeen, un dittatore il cui peggior incubo è che la democrazia possa contagiare il suo regno. Aladeen ha una passione per le esecuzioni capitali, è il capo supremo di un esercito ricco di irresistibili amazzoni, gioca con la Wii, produce e interpreta film, organizza e vince i suoi giochi olimpici. Un tiranno che fonda il suo potere su un'incomparabile idiozia. Con acume non inferiore viene invitato dall'ONU a dimettersi: il dittatore decide così di recarsi a New York per difendere di fronte al mondo intero il suo operato ma dopo essere scampato a un attentato, è costretto a mandare all'ONU un sosia se è possibile ancora più scemo. Nel frattempo Haffaz Aladeen girerà per New York godendosi la libertà.

Il Dittatore

Nonostante le differenze, è chiaro che il modello del Dittatore oscilla tra Chaplin e i fratelli Marx. Ovviamente con una buona dose di genialità e di poesia in meno e molto umorismo scorretto in più.

E' tutt'altro che facile ridere di questi argomenti e di questi personaggi che, non dimentichiamolo, sono dei semidei per una parte del mondo. E non parliamo dell'America, che continua a essere la fonte di ispirazione preferita da Sacha Baron Cohen che anche in questa occasione mette in scena l'espediente del personaggio alieno a spasso per la Land of Opportunities. Forte del fatto che è la realtà la sua complice più fidata. Noi che viviamo nel Paese del bunga bunga non abbiamo forse ospitato un dittatore con le foto e le medaglie posticce sulla divisa militare che si è accampato con la tenda e le sue amazzoni in una villa di Roma e pochi mesi dopo è stato bombardato dai nostri aerei?

Paolo Biamonte

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Pubblicato in Recensioni

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