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Men in Black 3

Men in Black 3

Barry Sonnenfeld torna alla regia per il terzo episodio della saga degli agenti J e K ma questa volta alla coppia Will Smith-Tommy Lee Jones si aggiunge Josh Brolin, nel ruolo di K da giovane in un viaggio nel tempo che conduce al 1969. Emma Thompson è il nuovo capo, Steven Spielberg il produttore.

 

C'è poco da dire: la saga di M.I.B. è frutto di un'idea felice. Il mix di fantascienza e commedia, di action e comicità, di effetti speciali e lavoro sui personaggi, la coppia Will Smith-Tommy Lee Jones, i non troppo velati messaggi su una concezione libertaria dell'autorità e l'abilità della confezione sono gli elementi determinanti di questo successo. Men in Black 3 aggiunge una nuova intuizione: il viaggio indietro nel tempo, che, nel contrasto tra fantascienza del futuro e omaggi al vintage, arricchisce ulteriormente il racconto anche grazie alla perfetta performance della new entry Josh Brolin.

In regia torna Barry Sonnenfeld, ma non va dimenticato che il produttore esecutivo del film è Steven Spielberg.

Men in Black 3

Per quanto riguarda la storia, tutto nasce dal rapporto tra l'agente J (Will Smith) e l'agente K (Tommy Lee Jones). Entrambi, nonostante poi formino una coppia affiatatissima sul lavoro, conservano i tratti distintivi della loro personalità, irriverente, casinista e divertente il primo, sempre più impenetrabile e chiuso ai sentimenti il secondo. Un contrasto di personalità che porta a sempre più frequenti scontri tra i due.

Z, il capo, è morto e, dopo l'ennesimo litigio, J si sveglia e si rende conto che K è morto 40 anni prima nell'azione in cui ha impedito al super criminale Boris di attaccare e distruggere la Terra. J, con l'aiuto del nuovo capo, la tosta quanto divertente agente O, Emma Thompson, deve affrontare la nuova sfida di Boris che è evaso dalla prigione dove l'aveva rinchiuso K ed è tornato indietro nel tempo per ucciderlo, impedendogli così di imprigionarlo e mutilarlo. L'unico modo per salvare l'amico collega e garantire un futuro tranquillo alla Terra è tornare nel 1969 e rimettere le cose a posto.

Nell'era di Woodstock e di Nixon J incontra K 40 anni più giovane (Brolin) e aperto: ci sono gli alieni ma c'è anche Andy Warhol in un'era che è un inno alla libertà e alla mescolanza di razze in una New York vintage ricostruita in modo perfetto.

La nuova coppia funziona quanto la prima, anche se gli equilibri a volte sono addirittura rovesciati, perché con il K giovane è proprio J a essere il più intransigente.

Nella consueta e divertente carrellata di situazioni, alieni irresistibili e citazioni, si scoprirà cosa ha portato K a diventare quello che è oggi in un clima che ricorda molto lo spirito felice del primo Men in Black.

Paolo Biamonte

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Pubblicato in Recensioni

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