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De Niro racconta la CIA

the good shepherd14 anni dopo Bronx, il grande attore firma il secondo film da regista raccontando una storia di spie realmente esistite che va dalla seconda guerra mondiale alla Baia dei Porci. Un cast formidabile con Matt Damon, Angelina Jolie, Alec Baldwin, William Hurt, John Turturro, Billy Crudup e lo stesso DeNiro.
The Good Shepherd (il buon samaritano) e' il nuovo film da regista di Robert DeNiro, 14 anni dopo Bronx. La trama, complicata e piena di allusioni alla realta', racconta essenzialmente la storia della CIA dalla seconda guerra mondiale alla disastrosa spedizione alla Baia dei Porci, a Cuba. Il protagonista e' Matt Damon, il piu' richiesto specialista in ruoli di personaggi doppi, di quelli che ti nascondono sempre qualche cosa. Insieme a lui un cast pesantissimo con Angelina Jolie, confinata nel ruolo di moglie infelice di Damon, Alec Baldwin, William Hurt (che fa il capo della CIA), John Turturro, Billy Crudup e lo stesso DeNiro.
Tanto per aiutare la comprensione Edward Wilson, il personaggio di Damon, e' ritagliato su James Jesus Angleton, laureato ad Harvard e amante della poesia che ha lavorato nell'ufficio dei Servizi strategici della CIA durante la seconda giuerra mondiale e poi ha guidato il controspionaggio con esiti disastrosi dal 1954 al 1974. Si parla del caso di Kim Philby, il piu' celebre degli agenti passati all'Unione Sovietica, che fu grande amico di Angleton, delle societa' segrete tutte maschili di Yale (dove studia anche Wilson), si descrive l'atmosfera della Washington piu' misteriosa e della Londra storica capitale dell'intrigo.
The Good Shepherd dura oltre due ore e mezzo, e' girato benissimo, ha una strepitosa fotografia firmata dal mago Robert Richardson (altrimenti non sarebbe stato chiamato da DeNiro) e un cast di magnifici attori.
In un andirivieni temporale che segue i personaggi nei fondamentali passaggi esistenziali, The Good Shepherd e' essenzialmente un film sull'irresistibile attrazione per spettri e complotti dell'America, un Paese ossessionato dai segreti dove l'istituzione che dovrebbe occuparsene, ha alle spalle una serie di fallimenti tanto clamorosi quanto tragici (la Baia dei Porci porto' il mondo sull'orlo dell'olocausto nucleare, ma basterebbe l'11 settembre) e una serie di porcherie spaventose tipo il golpe in Cile contro il governo di Allende, il Nicaragua e la devastazione dell'America Latina. Lasciando perdere le considerazioni sulla nazione che dovrebbe essere la guida del mondo, che pensa di poter esportare la democrazia radendo al suolo l'Irak e quando un ragazzo impazzito uccide a colpi di pistola 32 coetanei nelle aule di un'universita' si affretta a difendere il diritto, sancito dalla costituzione, di ogni americano di possedere tutte le armi che vuole.
Paolo Biamonte

 

Pubblicato in Recensioni

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