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After Death (1989)

After DeathZombi-horror italiano anni 80.
In un'isola sperduta alcuni scienziati e studiosi provano a svelare il segreto per sconfiggere la morte, scatenano invece l'intervento di uno sciamano voodoo che resuscita i cadaveri dalle tombe.

 

Circa 20 anni dopo una dei sopravvissuti ritorna sull'isola con altre persone e scopre che la maledizione della terza porta dell'inferno è lungi dall'essere sconfitta: i morti camminano ancora sulla terra. I pochi rimasti in vita si rifugiano in un ospedale abbandonato e tentano una strenua resistenza.

Insieme al precedente "Zombi 3" (1988), di Lucio Fulci co-diretto con Bruno Mattei, il  film del regista Claudio Fragasso (che si firma con lo pseudonimo Clyde Anderson ) rappresenta il tentativo vano di un ritorno di fiamma al filone zombi, uno degli ultimi vagiti anni 80 del cinema di genere italiano, entrato proprio in quel periodo in una spirale mortale, senza mai riuscire a risollevarsi in qualche modo sino ai nostri giorni. Oggi i film a basso costo si fanno con camere digitali nel cortile sotto casa, magari con qualche vicino disposto a fare da comparsa, può essere considerato positivo il fatto che tutti possono, se vogliono, fare un film. Invece sul finire degli anni 80 c'era ancora una parvenza di cinema avventuroso legato al decennio precedente, la produzione di "After Death" prevede infatti, oltre a pochi soldi, i set di ripresa nelle Filippine, nella convinzione di donare quel tocco esotico che tanta fortuna aveva portato a film come "Zombi 2" (1979). Il film di Fulci è la prima influenza di "After Death", ci sono il voodoo, un'isola pluviale deserta e diverse sequenze molto simili, il problema forse è quello di non riuscire (mai) a raggiungere gli stessi livelli. Questo non impedisce al film di Fragasso di essere una pellicola interessante, almeno per i patiti del genere.

Penalizzata dalla diffusione di versioni tagliate la pellicola è una sanguinosa avventura piena di zombi putrefatti che si segnalano per essere "intelligenti", dato che parlano, sparano e, aspetto non ultimo, corrono come dei matti scatenati. I primi zombi "corridori" sono italiani, già dai tempi degli "infetti" di "Incubo sulla città contaminata" (1980). Il make up degli zombi riprende i mostri della serie "Demoni", sono piuttosto ripugnanti anche se i liquidi (verdi) che sprigionano gli attori dalla bocca possono fare sorridere. Diciamo che non è il solo elemento a prestarsi allo scherno, la sceneggiatura di Rossella Drudi, la compagna di Fragasso, è nel migliore dei casi piena di buchi pazzeschi e molto ingenua. Il prologo è molto divertente, all'interno di un'improbabile caverna, con uno stregone intento in un rito demoniaco insieme a una ragazza locale che si dimena invasata, in seguito arriva un gruppo di occidentali che millanta conoscenze scientifiche sfuggite di mano, tutti gli interpreti (?) sono talmente negati che quasi si riceve sollievo nel vedere che vengono eliminati.

After Death

Poco dopo si presentano i veri protagonisti, al ritmo di una canzone (la strepitosa "Living after death") glam-rock stile Bon Jovi ascoltata anche nei titoli di testa, alcuni energumeni e un paio di sgallettate che però non sembrano migliorare la qualità della recitazione.

La colonna sonora di Al Festa, quasi "carpenteriana", è una delle migliori cose del film, piuttosto ossessiva e onnipresente con sintetizzatori in puro stile anni 80, se il film tiene il ritmo è anche per suo merito. Tra le sciocchezze di sceneggiatura: i protagonisti che arrivano su un'isola sperduta su un ridicolo motoscafo a motore lungo al massimo un paio di metri, un tizio che appena vede una persona dietro un albero comincia a inseguirlo a perdifiato senza ragione, la scoperta di un arsenale di fucili (M16) in una stanza dell'ospedale. Poi bisognerebbe chiedersi cosa sia la terza porta dell'inferno nominata nel corso della vicenda (le altre 2 porte, quali sono?) ma il bello di queste pellicole sono le continue incongruenze e situazioni improbabili, anche nei dialoghi si scorge la voglia di scherzare ("quella tomba è vuota" "non pagava l'affitto, cosi l'hanno sfrattato"). Visto il periodo andavano forte i vietnam-movie e gli echi di "Full Metal Jacket" e "Platoon", quindi i protagonisti si vantano di essere dei reduci del Vietnam, insomma gente che ne ha viste di cotte e di crude.

Un'altra influenza che si può annoverare è quella della serie "Evil Dead", qui evocata con un libro (dei morti) maledetto e la sequenza topica degli incauti esploratori che recitano una formula in grado di scatenare l'inferno sulla terra. Gli interpreti sono degli incapaci ma hanno una parvenza di fisique du role, cosa che le recenti produzioni nostrane manco colgono di striscio, per lo meno sono "maschere" che si ricordano, senza dimenticare che uno di loro è Massimo Vanni ("Rats Notte di Terrore"), un veterano del bis italiano. A emergere sono i personaggi più fotogenici, la coppia formata dalla biondina Candice Daly (Jenny), sfortunata attrice morta a 38 anni nel 2004, e Jeff Styker proveniente dal porno(gay) che se ne va in giro per tutto il film con la camicia aperta a mostrare i pettorali. Seconda parte del film completamente ignorante con assalti di zombi, sparatorie in piena fronte, morsi e sangue a buon mercato. Un tempo per questi film ci si dannava l'anima per trovarli, oggi è tutto più semplice, grazie a internet e anche al recente dvd italiano (Cinekult) in versione integrale. Spacciato all'estero con il titolo "Zombie 4".

Paese: Italia
Rating: 6/10

 

Pubblicato in Recensioni

Tags: Horror

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