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Prime, un amore di mamma

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Meryl Streep e Uma Thurman sono le star di questo film che riesce a far ridere affrontando temi come la religione, l'amore, l'età, la cultura. Dopo numerosi tentativi sfortunati, finalmente la Streep risulta convincente in un ruolo brillante.
Prime è un piccolo gioiello nascosto dietro una trama banalmente rosa, quella della mamma contraria al legame sentimentale del figlio con una donna più grande di lui di 14 anni. Naturalmente se si trattasse solo di questo non varrebbe la pena parlarne, anche se un film con Meryl Streep e Uma Thurman difficilmente non richiama l'attenzione. Il fatto è che Prime costruisce attorno a questo plot semplice semplice una commedia che, senza perdere i connotati rosa, arriva a toccare corde delicatissime fino ad arrivare al dolore.
Già perchè la storia è che le due donne si incontrano in quanto Rafi Gardet-Uma Thurman è in analisi con Lisa Metzger-Meryl Streep. 37 anni, cattolica, ricca, divorziata, in carriera e impegnata in una vita molto glamour, Rafi sta vivendo una travolgente passione con David Bloomberg (Bryan Greenberg) un ragazzo di 23 anni appena laureato, ebreo, figlio di una famiglia osservante. Passando attraverso una serie di espedienti, tutti giocati sullo scambio di identità, si arriva alla scoperta fondamentale: David è il figlio di Liza. La notizia la sconvolge: fino a che ha ascoltato e giudicato la vicenda da professionista ha incoraggiato in ogni modo la relazione. Ma ora non riesce a non essere la più tradizionalista delle mamme che per nulla al mondo violerebbe una norma della religione.
Il film vive delle performance degli attori e riesce a coinvolgere lo spettatore nella decisione se la storia deve andare avanti o no. Dopo vari tentativi falliti, Meryl Streep è riuscita a reinventarsi una carriera da attrice brillante che è stato per anni il suo sogno di una delle più brave attrici drammatiche della sua generazione. Nel ruolo di Liza dà fondo alla sua tecnica formidabile per dar vita a un personaggio che deve far ridere maneggiando il dolore. Come spesso accade per i grandi attori, Meryl Streep ricava un'energia supplementare dal confronto con Uma Thurman, bellissima quanto a suo agio in un ruolo fatto su misura per lei. Se le cose funzionano il merito è del regista Ben Younger, bravo a dirigere gli attori in una storia che fa ridere toccando più volte le corde dell'emozione attraversando con leggerezza la linea dell'età, del sesso, della religione e della cultura.

Paolo Biamonte

 

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