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Lone Wolf and Cub: Baby Cart at The River Styx (1972)

Lone Wolf and Cub: Baby Cart at The River Styx (1972)

Il secondo imperioso capitolo della saga Lone Wolf and Cub. Itto Ogami vaga con il figlio Daigoro nelle campagne del Giappone mentre il clan Yagyu trama per ucciderlo. 

Padre e figlio si offrono come assassini a pagamento, un servizio che i membri di una comunità rurale richiedono per eliminare un traditore, in combutta con lo shogunato sempre più ingordo di potere. Intanto i ninja inviati dal temibile Retsudo si uniscono a una setta di donne assassine del clan Yagyu per colpire Lupo Solitario e il suo cucciolo.

Da molti considerato come il migliore capitolo dell'intera saga Lone Wolf and Cub: Baby Cart at The River Styx perfeziona, se possibile, le caratteristiche dell'incredibile capostipite e ne risalta la concezione on the road della vicenda, scandita dai paesaggi selvaggi e naturali del Giappone. Itto Ogami (Tomisaburo Wakayama) e il figlio Daigoro hanno scelto di vivere la via del male, senza paura della morte, nella ricerca di una giustizia impossibile in un mondo corrotto e pieno di nemici nascosti in ogni angolo. Itto Ogami non si concede mai in manifestazioni affettuose con il figlioletto, che non sembra tanto dispiaciuto, nell'insegnamento inflessibile, anche se mai forzato, dell'arte di uccidere vista come la risorsa salvifica da frapporre ai nemici spietati. Padre e figlio si presentano come un'unica entità, degli assassini, muniti di un carretto-culla che diviene sempre più strategico e sorprendente per le armi nascoste e inesauribili. I combattimenti assurgono a vero elemento narrativo, ogni nuovo scontro significa una progressione della storia e l'arrivo di nuovi personaggi e scenari. La prima scena, strepitosa, è anche un concentrato dello stile del regista kenji Misumi sospeso in una dimensione quasi irreale per i ralenti sfrondati e l'assenza del sonoro, pronto a esplodere solo al momento dell'impatto delle lame nei corpi e lo scrosciare del sangue che fluisce in schizzi enormi, interminabili. La fronte di un avversario è squartata dalla lama implacabile di Itto ogami, il film può iniziare.

Lone Wolf and Cub: Baby Cart at The River Styx (1972)

Il regista conosce ormai bene gli elementi della tensione che sono tutti basati sull'arrivo improvviso di nuovi nemici, si vedono cosi delle scene curiose e ingannevoli di attesa (la ripresa circolare nel bagno di una locanda), non per questo meno belle, giocate sul crescendo sonoro di tamburi rituali che in seguito vengono riconosciuti in mano a un plotone di ninja. Il tema portante è l'attacco del clan Yagyu contro Itto Ogami ma si fa strada anche la sotto-trama della missione a pagamento di Lupo Solitario e il suo Cucciolo, una storia di ingiustizie e intrighi che si fonde a meraviglia nello spietato mondo feudale giapponese, inoltre è l'occasione per alcune (brevi) nozioni storico-sociali sulle regole dei territori e il loro sfruttamento, molto più sviluppate nelle tavole originali del manga. Prima di uccidere l'obiettivo, un traditore pronto a scappare nella capitale per (s)vendere il segreto di una miscela, Itto Ogami deve affrontare un servizio di tre guardie del corpo agli ordini dello Shogun detti "Masters of Death", specializzati nell'uso di armi micidiali che vengono messe in mostra in diverse sequenze cruente.

Il film alterna una serie di temibili villains, prima fra tutte la Yagyu Sayaka della bella Kayo Matsuo, una spietata leader di donne assassine che avrà modo di conoscere da vicino la grandezza di Itto Ogami. Tra le scene indimenticabili del film il confronto interno tra i ninja di Kurokawa e le ragazze killer di Sayaka, con quest'ultime che fanno a pezzi, letteralmente, un guerriero ninja testato in un combattimento sanguinoso. In verità il film è tutto un susseguirsi di scontri e violenze memorabili, l'agguato delle ragazze Yagyu travestite da contadine e abbattute una dopo l'altra da Itto Ogami è un altro momento d'antologia, tra montaggi perfetti, effetti splatter fulminanti, senza dimenticare che si vede, per la prima volta, anche in azione Daigoro in un'esecuzione mortale (!). In una scena successiva si verifica una delle prerogative degli episodi seguenti, ossia lo scontro di Itto Ogami e un numero di avversari spropositato, per un altra dimostrazione della tecnica marziale dell'eroe che estrae dal fedele carro aste unite in alabarde micidiali e coltelli nascosti, in un tripudio di arti tranciati e fontane di sangue. Uno spettacolo esaltante.

Il rapporto padre e figlio raggiunge però il culmine nella sequenza della baracca in cui Itto Ogami si rifugia per curare le ferite di una battaglia, senza bisogno di dialoghi ma con semplici gesti di umanità e leggerezza viene esaltata la forza dei personaggi nelle situazioni più difficili ed estreme, la successiva sequenza della trappola del pozzo è un altro passaggio di maestria registica e di scrittura, uno scontro calcolato sullo scorrere limitato dei secondi che possono decidere, ancora una volta, la vita e la morte delle persone. Come se non bastasse giunge un finale epico nel deserto questa volta, con la figura iconica di Itto Ogami, stagliato sulla cima di una duna, impegnato in un confronto all'ultimo sangue che, può sembrare esagerato ma non lo è, giunge a toccare la delicatezza della poesia, dato che in Lone Wolf and Cub at the River Styx anche la morte può apparire bella e spettacolare. In Italia uscito nel 1974 con il titolo Ogami Pericolo Giallo, poi sparito, buona parte del film inoltre è confluito nel film-montaggio Shogun Assassin. Uno dei più grandi film di arti marziali mai realizzati.

Tit. Oriignale: Lone Wolf and Cub: Baby Cart at The River Styx (Intern.)
Paese: Giappone
Rating:10/10

 

Pubblicato in Recensioni

Tags: Arti Marziali

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