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Licantropia Apocalypse (2004)

Licantropia ApocalypseIl secondo capitolo della saga sui licantropi "Ginger Snaps"

Brigette non vuole trasformarsi in un mostro come la sorella Ginger, per sedare i terrificanti sintomi della bestia che le cresce dentro usa uno speciale antidoto iniettato in vena che le procura dolorosi spasmi. Il mostro è la fuori che la insegue, coinvolta in quello che sembra l'attacco di un lupo mannaro la ragazza sviene e si ritrova rinchiusa in un centro per giovani tossicodipendenti, è qui che incontra Ghost, una giovane strana e sveglia al punto da intuire il suo segreto.

Può essere dovuto al fatto che alla sceneggiatura ci sono due donne, evento piuttosto raro in ambito horror, Karen Walton (una delle menti del primo film) e Megan Martin, ma "Licantropia Apocalypse" ( per la serie "complimenti al titolista italiota") è un sequel spiazzante e anomalo che prende le distanze, pur mantenendo gli stessi standard, dal primo gioiellino di follia licantropa intitolato "Ginger Snaps" con protagonista due sorelle contagiate dal morbo del lupo mannaro. In primo piano il personaggio Brigette di Emily Perkins, il più interessante di una saga che comprende anche il prequel intitolato "Licantropia" (sic, 2004), a suo modo sexy nonostante un corpo emaciato e sofferente, alle prese con una realtà sempre più confusa con la droga e le allucinazioni tanto da chiedersi se quello che scorre in successione non sia altro che un incubo della ragazza. A rafforzare la sensazione le brevi apparizioni della sorella (morta) Ginger, l'attrice Catharine Isabelle ha cosi modo di comparire, vista come una presenza incorporea da Brigette quasi con fastidio per i consigli non richiesti.

Atmosfere grigie e invernali si fondono con rituali di aghi infilati nelle vene mentre strani movimenti ferini si agitano nei boschi pietrificati dal gelo, per uno scenario horror cupo e ossessivo che si prolunga nella location principale, un centro di recupero per giovani tossiche. Il regista Brett Sullivan all'esordio si destreggia bene in corridoi e stanze asettiche anche se non poteva mancare un'ala abbandonata dell'edificio dove avvengono gli incontri più sinistri. Ghost (Tatiana Maslany), una ragazzina a prima vista solare, comincia a emergere sino a colmare il posto lasciato vacante da Ginger al fianco di Brigette, un personaggio bizzarro che vive in un mondo sospeso tra i fumetti, di cui è un'avida lettrice, e la situazione di orfana a vegliare sul corpo ustionato della nonna, inquadrato più volte come mummificato da centinaia di bende che lasciano intravedere solo degli occhi imploranti.

Pubblicato in Recensioni

Tags: Horror

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