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Jonah Hex (2010)

Film: Jonah Hex

Il western soprannaturale con Josh Brolin e Megan Fox.
Durante la guerra civile americana Jonah Hex vede sterminare sotto gli occhi la famiglia, a seguito di una ritorsione del generale confederato Turnbull, infuriato per la morte del figlio, che infierisce sull'uomo sfigurandogli il volto e lasciandolo morire a un palo.

Jonah Hex sopravvive grazie alle cure di una tribu' indiana, in questa fase apprende il segreto per comunicare con i morti, una pratica che gli torna utile per il suo nuovo lavoro, quello di spietato cacciatore di taglie.

Il filone dei cinecomix continua a dominare il box office ("Thor", "X-Men: L'inizio") ma "Jonah Hex" sembra la classica eccezione che conferma la regola, l'adattamento del fumetto DC Comics anni 70, con l'eroe sfigurato del vecchio west in uniforme sudista, è un flop clamoroso, se non il peggiore della passata stagione poco ci manca: solo una decina di milioni racimolati a fronte di un budget di 50. Il progetto nasce sotto una cattiva stella con l'allontanamento dei registi previsti in origine, la coppia Neveldine & Taylor (la serie "Crank"), ai quali resta la firma come sceneggiatori, in seguito l'indirizzo della pellicola non riesce mai a delinearsi con forza, in bilico tra horror (poco) e sovrannaturale, con malumori sul set, continui re-shoot e cambi in corsa che, alla fine, hanno stabilito un girato finale di soli 81 minuti. La critica spietata ha fatto il resto, anche se, come spesso accade in questi casi, il film non è brutto come lo si dipinge e, per certi versi, coraggioso ad affrontare gli scenari sempre meno battuti del western ("Il Grinta" esce solo 6 mesi dopo).

La breve durata va a discapito della costruzione dei personaggi che sono però interpretati da un cast d'eccezione, si deve cominciare da Josh Brolin in uno dei rari e sfortunati ruoli da vero protagonista, il soldato sudista Jonah Hex, sua è la voce off che introduce la storia di morte e vendetta, l'attore, a parte poche scene, appare sempre con un make up che riproduce il caratteristico volto deturpato, il segno imperituro di un passato di sofferenza descritto anche nel prologo a disegni animati piuttosto bello, una pratica ormai comune per il genere (da "Hellboy The Golden Army" al recente "Priest"). Il Jonah Hex di Brolin non sarà niente di innovativo ma rimanda agli anti eroi degli spaghetti western, in una delle prime scene trascina dei cadaveri sin dentro una cittadina per riscuotere la taglia, finirà in una sparatoria furibonda come in un western italiano. Tra le prerogative del pistolero, che ama vestire ancora l'uniforme confederata, vi é l'impiego di armi particolari, come mitragliatrici giganti fissate sulla sella del cavallo mentre, in una scena successiva, sfodera delle pistole con proiettili esplosivi. Altra curiosa dote che lo contraddistingue è la capacità di resuscitare i morti, solo per pochi secondi, al fine di sottoporli a veri interrogatori, si intuisce che solo lui, tramite un contatto fisico, riesce a percepire il "ritornante". A questo proposito arriva l'incontro con Jeb, il figlio morto dell'acerrimo avversario Turnbull, i pochi secondi a disposizione dell'attore (non accreditato) Jeffrey Dean Morgan, non lasciano intendere bene che si tratta di un amico fraterno per Jonah, tutto in questo film del resto è (troppo) frettoloso e lasciato con molti interrogativi.

 

Pubblicato in Recensioni

Tags: Action

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