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Machete (2010)

Film: Machete

Da una costola di "Grindhouse" il film con protagonista l'eroe messicano "Machete".

 

Dopo una tragica operazione di polizia l'agente federale messicano "Machete" è costretto a riparare in Texas. Machete ora è un immigrato clandestino, senza futuro e pochi amici, viene quindi contattato da un'organizzazione criminale, guidata da un affarista senza scrupoli, per compiere l'omicidio di un pezzo grosso della politica. In realtà l'attentato è una trappola ordita per aumentare la pressione sui poveri messicani, desiderosi di varcare il confine verso una terra promessa. Gli yankee però non sanno che hanno scelto il messicano sbagliato, Machete è pronto a tutto pur di ritrovare chi lo ha incastrato.

E' trascorso quasi un lustro da "Grindhouse" (2007), nel frattempo Robert Rodriguez non sembra avere dedicato molto tempo alla stesura di "Machete", il film invocato a furor di popolo ispirato al fake-trailer posto all'inizio di "Planet Terror" (il primo capitolo del film girato insieme a Tarantino), la storia non lascia intravedere niente di originale, e forse era nelle intenzioni, ma è il risultato a lasciare perplessi. Eppure le premesse per qualcosa di buono ed esplosivo c'erano tutte, invece il meglio era già tutto racchiuso in quella manciata di secondi nel finto trailer, con protagonista un fantomatico eroe messicano con istinti da killer, sequenze furibonde che brillavano di fiammeggiante ironia, le stesse sono riproposte nel film in questione ma si perdono in un calderone-minestrone allungato che non aggiunge niente e, anzi, fanno sorgere qualche spontaneo dubbio sulla filmografia del regista, quasi ventennale, dove le migliori opere sono firmate con la collaborazione (leggasi "farina di altro sacco") di Tarantino, il bellissimo "Dal Tramonto all'Alba", e Frank Miller, il superlativo "Sin City".

Come ai tempi di "El Mariachi" (1992) siamo ancora qui a parlare di orgoglio messicano, Viva Mexico cabrones, di americani gringo cattivi, e di un eroe, ovvio, messicano, che ha il volto consumato di Danny Trejo, l'attore finalmente ha l'onore di essere Machete, il protagonista principale. Machete da solo però non può reggere la scena, troppo introverso e taciturno, il più delle volte è in imbarazzo davanti a ragazzine che appena lo vedono si spogliano, capita tutti i giorni ai 70enni butterati pieni di tatuaggi, salvo poi approfittarne in scenette più o meno divertenti. Per soccorerlo viene quindi organizzata una parata di personaggi, uno più scontato dell'altro, interpretati da grossi nomi, alcuni dei quali sono pronti per "L'isola dei famosi", spiace vedere coinvolto anche Robert De Niro che, tutto contento, interpeta un patetico politico che ama paragonare i messicani agli scarafaggi. Dopo un bel prologo, con un'irruzione sanguinolenta all'interno di una casa, si scorge un'imponente omone con parrucchino e pigiama di fogge orientali, si é lui, é Steven Seagal che non si capisce se deve fare ridere o incutere timore, dovrebbe essere il villan della pellicola, nel corso del film ingaggia anche un duello all'arma bianca con Machete in cui agita un paio di colpi da fermo e poi Rodriguez gli regala un monologo (alla fine uno dei migliori dialoghi del film, tutto dire) da vero samurai.

 

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Tags: Action

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