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Sanctum 3D (2010)

Film: Sanctum 3D

James Cameron produce una drammatica avventura in 3D nelle profondità del sottosuolo.

 

Durante un'esplorazione nel più grosso complesso di grotte subacquee del mondo, un sito impervio della Papua Nuova Guinea, un gruppo di provetti speleologi è sorpreso da un improvviso ciclone che interrompe i collegamenti con l'esterno. L'acqua comincia a ostruire ogni passaggio, solo percorrendo il corso del fiume che porta al mare si può tentare una disperata fuga, verso la salvezza.

James Cameron ci mette il nome, e non solo, in questo film diretto dall'australiano Aliester Grierson, l'ingombrante regista di "Titanic" impone le telecamere 3D Pace Fusion usate in "Avatar" e influenza una storia sprofondata nelle viscere della terra, o meglio, negli abissi delle grotte subacquee in situazioni molto simili a quelle viste in "The Abyss" (1989), in quella occasione a battibeccare nonostante il pericolo incombente erano marito e moglie (la coppia Harris-Mastrantonio) qui invece troviamo un padre, il capo-spedizione, e il figlio adolescente indisciplinato, poco incline a seguire le direttive del genitore. Le riprese subacquee, inoltre, sono un pallino di Cameron, si pensi al recente "Aliens of the Deep" o lo stesso "Titanic", per seguire meglio le imprese dei protagonisti nelle immersioni si intravede anche un piccolo robot teleguidato, un altra citazione da "The Abyss".

"Sanctum 3D" si pone la sfida di riprendere luoghi chiusi e soffocanti con la recente tecnica del 3D (nativo), l'effetto tridimensionale ormai non si può più considerare una moda passeggera nonostante i detrattori non manchino, non più quindi spazi sterminati e lussureggianti da riprendere (come in "Avatar") ma ambienti inospitali e chiusi. Il prologo però concede una veloce panoramica aerea delle foreste della Papua Nuova Guinea, uno degli ultimi luoghi incontaminati del mondo, con un volo radente in elicottero sulla vegetazione e l'orlo di un enorme cratere che il 3D restituisce nella loro maestosità. Dopo una breve conoscenza dei personaggi principali, tra spacconate e battute scontate, si giunge presto nel sottosuolo e in un complesso di grotte che viene presentato con una mappa olografica, esplorato solo in parte dal gruppo guidato da Frank (Richard Roxburg), uno che ha preso la missione come un fatto personale, per lui giungere in posti mai toccati dall'uomo è una ragione di vita, atteggiamento che indispone il figlio adolescente Josh (Rhys Wakefield), ormai speleologo provetto suo malgrado.

Pubblicato in Recensioni

Tags: Action

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