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Vallanzasca - Gli Angeli del Male (2010)

Film: Vallanzasca - Gli Angeli del Male

Il biopic del criminale Vallanzasca con protagonista Kim Rossi Stuart.

 

Milano, anni 70. Renato Vallanzasca è il leader di una banda di balordi che bazzica la periferia della città, il ragazzo inizia a organizzare rapine sempre più temerarie divenendo presto l'incubo della polizia e l'idolo del pubblico femminile, attratto dal suo fascino accompagnato alla sfrontatezza. I dolori e i guai giungono presto, tra incarcerazioni e tragici omicidi, il bel René attraversa due decenni densi di avvenimenti e rapine clamorose.

E alla fine anche Michele Placido centra una regia che dovrebbe, il condizionale è d'obbligo, mettere d'accordo la maggior parte della critica (anche specializzata) e del pubblico, un film di genere puro di alto livello come da troppo mancava in Italia, almeno dai tempi del sottovalutato "Arrivederci Amore Ciao" (2006) di Michele Soavi. "Vallanzasca - Gli Angeli del Male" ha tutto il necessario per essere ricordato, una storia (vera) estrema del recente passato come base di partenza, una ricostruzione storica adeguata e, soprattutto, degli ottimi interpreti, calati con vera partecipazione nei ruoli principali (e non), dove a svettare è proprio il protagonista Vallanzasca di Kim Rossi Stuart, con grossa probabilità nella parte della vita. Michele Placido esalta tutto il fascino del male, del resto anche il titolo riecheggia questo aspetto, del criminale più mitizzato dalle cronache italiane a cavallo degli anni 70 e 80, un approccio a doppia lama visto che le rimostranze dei parenti delle vittime cadute hanno tutto il diritto di gridare il loro dolore e sdegno, purtroppo se il film ha un difetto è quello di parteggiare apertamente con il famigerato gangster della Comasina, a discolpa si può aggiungere che (quasi) tutti i capisaldi del genere, e alcuni recenti film come "Nemico Pubblico" e "Nemico Pubblico N.1", cadono in questa contraddizione.

Dopo i successi dei serial ispirati a "Romanzo Criminale", ambientati a Roma, la pellicola ha il merito di spostare l'attenzione sulla grigia Milano, quella degli anni 70, città che sembra tornare di attualità per le produzioni cinematografiche (si pensi a "The International"). Milano e le sue periferie trasudano in ogni inquadratura, da questo punto di vista ottima la ricostruzione degli ambienti e dei vestiti, forse ci sarebbe da ridire su alcune pettinature troppo posticce, a risaltare però é la parlata meneghina di Kim Rossi Stuart il quale ha condotto un vero e proprio training di apprendimento con il vero Vallanzasca, seguito da vicino anche per conoscere l'uomo e il pozzo nero che si porta dentro sin da ragazzino. La vita di Vallanzasca sembra avere due costanti, la violenza e le donne, la pellicola quindi ci da dentro su questi fronti, si susseguono sequenze a loro modo spettacolari ed evocative, come quella nei primi minuti in una discoteca del Giambellino in cui il criminale, poco più che ventenne, incontra Consuelo, la "bella calabrotta" che diviene la madre di suo figlio, a interpretarla é la bella Valeria Solarino coinvolta anche in alcune scene di nudo.

 

Pubblicato in Recensioni

Tags: Action

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