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Tron Legacy - Uno show sound and vision per il futuro

Film: Tron Legacy

A 28 anni di distanza dal primo capitolo, Jeff Bridges è il protagonista anche del sequel del film che ha portato la realtà virtuale al cinema. Il classico schema del conflitto uomo-macchina viene superato proponendo, grazie alla colonna sonora dei Daft Punk e al 3D, un vero e proprio spettacolo di suoni e immagini.

 

Tron Legacy raccoglie l'eredità del film che 28 anni fa ha rappresentato uno dei momenti tecnologicamente più innovativi degli ultimi decenni di cinema, il primo a occuparsi della realtà virtuale, con un uso, assolutamente nuovo per l'epoca, della computer grafica. Nonostante la novità dal punto di vista visivo e grafico, l'assunto di partenza era da fantascienza classica: un megacervellone elettronico di una potente multinazionale il Master Control Program, controllava un universo parallelo in cui i componenti di un sistema erano umanizzati, con i personaggi dei videogame costretti a combattere tra loro secondo le regole imposte dal gioco.

Kevin Flynn da 28 anni è dentro quell'universo dove è entrato per tentare di riprendersi i videogiochi che lui inventava e il direttore della multinazionale rubava.

L'assunto di partenza è classico perché, pur nella novità del linguaggio e dello stile, è basato sul conflitto uomo-macchina, dove, naturalmente, l'elemento positivo è quello umano. Tron Legacy porta il discorso ai giorni nostri, all'epoca in cui il computer non è più, come 28 anni fa, un mondo per pochi eletti, ma uno strumento di uso comune, anche per chi di informatica capisce poco o nulla. Non a caso la soluzione del film sarà trovata proprio all'interno della macchina. Dunque esiste una tecnologia buona e una cattiva. Già perché anche qui c'è un cattivo, il C.L.U., il software programmato proprio da Kevin, che ha prodotto una sorta di suo avatar ringiovanito.

C'è dunque un salto concettuale da fare per capire come qui si riproponga un universo che dà sembianze umane agli elementi del mondo digitale ma i conflitti che ne seguono si basano sull'idea che la tecnologia oggi ha un aspetto umanistico.

In una recente intervista Jeff Bridges ha detto che per creare l'attore perfetto ci vuole "una cucchiaiata di De Niro, un pizzico di Eastwood e una goccia di Bridges".

Film: Tron Legacy

Qui Bridges affronta una sfida non da poco: intanto si misura con se stesso a distanza di 28 anni (durante i quali ha vinto un Oscar), con una tecnologia nuova e con la trovata infelice (l'ha riconosciuto anche il regista) di farlo apparire ringiovanito grazie alla computer grafica. Ovviamente un gigante del cinema come lui esce benissimo da questa situazione. La trama è ancora più complicata di quella del primo film: vi basterà sapere che allo script hanno collaborato alcuni degli autori del team di Lost.

Essenzialmente la storia è che il figlio di Kevin, cresciuto orfano, continua a cercare il padre e finisce anche lui nel mondo del computer. I due finalmente si rincontrano e devono combattere il C.L.U. il quale, avendo ricevuto l'ordine di creare un mondo perfetto, ha eliminato l'elemento umano e ha individuato nel mondo esterno il suo prossimo obiettivo. Per questo padre e figlio devono uscire da li, portandosi dietro quegli "algoritmi isomorfici" (che come tutto ciò che è all'interno del computer hanno forma umana) essenziali per dare vita alla rinascita.

Dunque la risposta a millenni di cosmogonie e mitologie era dentro il computer.

L'aspetto fondamentale è la spettacolarità delle immagini. Tron Legacy ha una parte in 2D e una in 3D, che corrispondo alle due fasi, prima che il figlio entri nel mondo digitale e dopo. Joseph Kosinski è un regista che viene dalla pubblicità e utilizza in modo perfetto le risorse della tecnologia per creare uno spettacolo di suoni e immagini. Già perchè in questo caso la colonna sonora ha un ruolo determinante: l'hanno firmata i Daft Punk, il duo parigino che rappresenta una delle sigle più importanti della musica elettronica. Guy Manuel de Homen Christo e Thomas Bangalter (sono i nomi dei due musicisti) non solo hanno firmato lo score ma hanno collaborato alla realizzazione di tutti i suoni del film in un esempio di integrazione che in certi momenti fa sembrare le immagini un complemento della musica. In questo ambito il 3D è davvero un valore aggiunto, anche perché utilizzato in un modo più profondo di quanto siamo abituati a vedere.

E così, complice Jeff Bridges, che ci prepariamo a vedere nei panni del Grinta dei fratelli Coen, Tron ha di nuovo spostato avanti nel futuro il linguaggio della fantascienza.

Paolo Biamonte

 

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