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Nightmare (2010)

Film: Nightmare (2010)

Il remake prodotto da Michael Bay dello storico slasher anni 80 diretto da Wes Craven.

 

Nella piccola cittadina di Springwood alcuni adolescenti sono testimoni di terribili fatti di sangue, legati alla presenza misteriosa di Freddy, un uomo sfigurato che appare nei sogni dei ragazzi per annunciarne la morte. I giovani scoprono a loro spese che cadere addormentati significa morire, un'allerta continua sospesa tra allucinazioni e incubi squarciata dagli artigli del terribile essere demoniaco. I pochi sopravvissuti, solo conoscendo il passato di sangue della cittadina, possono tentare di trovare un rimedio all'inarrestabile minaccia.

Conta poco sapere che il remake/reboot di "Nightmare" sia stato pianificato dalla Platinum Dunes, la casa specializzata in remake ("Non Aprite quella Porta", "The Hitcher", ecc.) con a capo Michael Bay, molto tempo prima di "Venerdi 13" (2009), l'intento di sfruttare un'icona horror degli anni 80 è il medesimo e idem dicasi per lo standard qualitativo: mediocre . Si deve aggiungere il senso di inutilità di tale operazione, discorso che si può estendere anche alla maggior parte dei remake recenti, che forse guarda solo a un pubblico under 18 che non ha mai visto l'originale del 1984, "Nightmare dal Profondo della Notte", diretto da Wes Craven che per questa nuova rivisitazione é stato ignorato a livello di produzione/sceneggiatura, al contrario di un altro remake di una sua opera,"Le Colline hanno gli Occhi" (2006) del francese Alexander Aja.

La regia è affidata a Samuel Bayer che, ormai sembra una prassi, proviene dai videoclip musicali creati per band alti sonanti come Rolling Stones, Marylin Manson, Metallica, Smashing Pumpkins, ecc. forse non convinto dal principio del progetto se è vero che per ben due volte aveva posto un rifiuto, rigettato dallo stesso Michael Bay in persona. Bayer incide poco o nulla con uno stile troppo patinato, perfetto per un video di pochi minuti, e mai coinvolgente o sufficientemente visionario, anche le sequenze degli omicidi che dovrebbero essere il pezzo forte risultano cloroformizzate, troppo pulite per lasciare il segno, nonostante buoni momenti come la gola squarciata nel prologo all'interno di una tavola calda. Il film resta un remake conclamato ma si concede qualche digressione, le solite purtroppo, in quello che sembra quasi un tratto distintivo deleterio dei remake/reboot ultima generazione, che vogliono svelata l'origine delle storiche icone horror, e dopo Leatherface ("Non aprite quella porta-The beginning", 2006), Jason ("Venerdi 13", 2009), Michael Myers ("Halloween", 2007) tocca anche a Freddy Krueger mostrare, non richieste, le cause della sua condizione di boogeyman.

 

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Tags: Horror

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