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Yakuza (1974)

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Film: Yakuza

Un classico del cinema d'azione anni 70 sul mondo violento della criminalità organizzata giapponese.

 

Los Angeles, Harry Kilmer viene contattato dall'amico George Tanner per una questione delicata a seguito di un affare andato male con un trafficante di armi giapponese. Kilmer deve riattivare i suoi contatti in Giappone per arrivare a scoprire dove sono nascosti i figli di Tanner, sequestrati da un capo yakuza pronto a tutto pur di riavere indietro il suo mal tolto. Kilmer accetta anche per cogliere l'occasione di rivedere l'amata Eiko, incontrata ai tempi dell'occupazione americana, e trattare con il fratello Tanaka Ken, uno yakuza locale, che si è preso cura della donna dopo la partenza verso gli Stati Uniti.

Visto che i decenni passano inesorabili si corre il rischio di dimenticare uno dei più grandi registi americani del secolo scorso: Sidney Pollack, morto nel 2008 non prima di avere firmato titoli interessanti ("The Interpreter", 2005). Un nome che evoca i fasti della New Hollywood, uno dei migliori alfieri attivi a partire dalla meta anni 60 capace di imprimere al cinema nuove direzioni e scelte di campo radicali, tradotte in titoli che hanno fatto epoca come "Non Si Uccidono Cosi Anche i Cavalli?" (1969) e "I Tre Giorni del Condor" (1975), senza tralasciare il capolavoro western "Corvo Rosso non Avrai il mio Scalpo" (1972). Nel 1974 Pollack produce e dirige un altro film importante, l'action-thriller "Yakuza" sulla fascinazione del Giappone e il mondo pericoloso della Yakuza, ai tempi, soggetto di una serie di pellicole in madre patria che rappresentano, tuttora, il culmine del genere per merito di registi come Kinji Fukasaku ("La Tomba dell'Onore", 1975). "Yakuza" è una combinazione di talento e carisma a cominciare dalla splendida sceneggiatura di Paul Schrader, in seguito venerato per lo script di "Taxi Driver" (1976), e Robert Towne, premio Oscar alla sceneggiatura per "Chinatown" (1975), insomma il meglio su piazza in quegli anni.

La storia è l'occasione per un confronto di culture, un terreno minato al cinema anche se ricorrente, simboleggiato dai due principali protagonisti interpretati dall'americano Robert Mitchum (Harry Kilmer) e il giapponese Takakura Ken (Tanaka Ken), due rispettive icone dei loro paesi di provenienza anche se, come ovvio, in occidente la figura del già maturo Mitchum è ben più riconoscibile. Da notare che Takakura Ken, circa 15 anni dopo, ricopre un ruolo molto simile in "Black Rain" (1988), quello dell'ufficiale di collegamento che fa da guida a Micheal Douglas nel mondo criminale di Tokyo. Robert Mitchum ("La Morte Corre sul Fiume") offre una prestazione grandiosa e crepuscolare, aiutato anche dalla stazza fisica, nella parte dell'apparente mite Harry Kilmer, intento a curare le piante malate della sua casa, ma pronto a correre in aiuto dell'amico Tanner. Quest'ultimo ha il volto celebre di Brian Keith, familiare per almeno due generazioni dopo i ruoli nei serial "Tre Nipoti e un Maggiordomo" e "Hardcastle & McCormick", che si rivela un losco affarista poco riconoscente.

 

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Tags: Arti Marziali

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