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Bisio, un gorilla diviso in due

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Nella Cura del Gorilla, film d'esordio del regista Carlo A. Sigon, il conduttore di Zelig torna al cinema dopo sette anni con l'adattamento del romanzo di Sandrone Dazieri ambientato nella Sinistra extraparlamentare milanese degli anni '70 e '80. Il protagonista vittima di uno sdoppiamento della personalita' e il cast con Ernest Borgnine e Stefania Rocca.

 

Claudio Bisio non faceva cinema da sette anni. In questo periodo ha recitato in teatro un testo scritto da Pennac, è diventato padre e, grazie a Zelig, continua a essere uno dei personaggi più amati della televisione. La cura del Gorilla è stato definito uno spaghetti noir, neologismo creato per sintetizzare la singolare contaminazione tra spaghetti western e il cinema ispirato agli eroi hard boiled. Tratto dal romanzo omonimo di Sandrone Dazieri (Einaudi, Stile Libero), sorta di romanzata autobiografia della sua esperienza nella sinistra antagonista (all'epoca si chiamava extraparlamentare) milanese che a cavallo tra gli anni '70 e '80 aveva nel Leoncavallo il suo punto di riferimento. La cura del gorilla è la storia di un uomo diviso in due, dello sdoppiamento  schizofrenico della personalità del personaggio principale Sandrone, detto il Gorilla, che fin da bambino è un uomo bonario, cialtrone e ironico e al tempo stesso il Socio, un duro, freddo, razionale e violento. Sandrone fa l'investigatore privato ma si è ritirato dopo un caso finito male. Così, dopo l'ennesimo ricovero ospedaliero, pugnalato da un serial killer, decide di accettare un lavoro più tranquillo: fare da accompagnatore a un vecchio attore americano dimenticato da tutti, in Italia per fare da guest star a una convention. Ma mentre esegue di malavoglia il suo compito, Sandrone si trova a dover aiutare una ragazza cui hanno ucciso il fidanzato per la quale farà una pericolosa eccezione alla regola, fino ad allora sempre rispettata, di non innamorarsi dei clienti. Bisio è dunque il protagonista assoluto del film diretto dal regista pubblicitario Carlo A. Sigon al suo debutto nel cinema: ma nel cast ci sono presenze di spicco come quella di Stefania Rocca, degli amici di sempre Gigio Alberti, Antonio Catania e Bebo Storti e soprattutto quella di Ernest Borgnine, leggendario interprete del Mucchio Selvaggio o Quella Sporca Dozzina.
Per stile narrativo, contesto storico e cast, La Cura del Gorilla sembra il film perfetto per Claudio Bisio che ha avuto il coraggio di rifiutare sostanziose offerte per portare sul grande schermo i personaggi di Zelig. E' anche prevedibile che ad apprezzare di più il film, comprendendone sfumature e citazioni sarà il pubblico generazionalmente vicino ai 50 anni che conosce l'ambiente di quella Sinistra che era a sinistra del Pci prima che l'Italia fosse inghiottita dagli anni di piombo. Impagabile l'apparizione di Ernest Borgnine e la battuta pronunciata su Brokeback Mountain: 'grazie a Dio John Wayne e' morto altrimenti gli si sarebbe spezzato il cuore guardando i due cowboy innamorati'.

Paolo Biamonte

 

Pubblicato in Recensioni

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