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Arthur - Besson riscopre i Lillipuziani

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Nel suo nuovo film il regista francese combina attori e personaggi digitali. Il regno della fantasia rappresentato da un popolo minuscolo al quale l'autore del Quinto elemento dedichera' quattro libri e due pellicole.

Siete senza soldi e una societa' immobiliare sta per pignorarvi la casa di famiglia? In Arthur e il popolo dei minimei Luc Besson suggerisce la soluzione: basta andare in giardino, diventare cosi' piccoli da essere quasi invisibili ed entrare in un mondo magico popolato da esseri minuscoli dove si puo' trovare la chiave per uscire dai guai. Gia' da questi elementi e' facile capire che si tratta di una storia per bambini. E di una nuova meraviglia tecnologica che combina animazione computerizzata e normali riprese con attori e che fa parte di un progetto composto da quattro libri e due film tutti basati sulle vicende dei minimei, pronipoti dei lillipuziani ai quali e' affidato il compito di rappresentare il mondo della fantasia minacciato dall'arroganza dei grandi e dall'incalzare del progresso. Tema classico ma non si puo' non pensare che viene affrontato da una produzione tutta fondata proprio sul progresso tecnologico e che applica all'immaginazione dei bambini i canoni di Hollywood.
I riferimenti di Besson vanno dai Viaggi di Gulliver al Signore degli Anelli, da Alice nel paese delle meraviglie a Tesoro mi sono ristretti i ragazzi fino alla Spada nella roccia. Arthur comincia come un film normale con Mia Farrow nel ruolo della nonna e  Freddie Highmore in quello del piccolo protagonista. Quando, sulle tracce del nonno scienziato, il ragazzino entra in contatto con i minimei diventa un cartoon digitale per dir cosi' ibrido, visto che gli umani restano tali.
Gli elementi del moderno film per bambini ci sono tutti: ritmo, suspence, momenti dove domina la paura e altri rassicuranti, sorprese, sequenze spettacolari e intimistiche. Soprattutto la ricerca dello stupore passa attraverso l'abbondanza delle immagini e delle inquadrature e del ritmo del montaggio.
Nella versione orginale c'e' uno spettacolare cast di voci formato da Madonna, Snoop Dogg, David Bowie, Harvey Keitel, Robert De Niro. Certo e' vero che il cinema e' il regno della fantasia ma e' piuttosto curioso che la piu' fedele alleata del bambino protagonista sia una sua coetanea che parla con la voce di Madonna che, avendo quasi 50 anni,  ormai potrebbe essere la nonna.  



 

 

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