Samurai Avenger: The Blind Wolf (2009)

    Film: Samurai Avenger

    Un "sushi western" sulla vendetta dello spadaccino cieco Blind Wolf.

     

    Blind Wolf è un solitario spadaccino che vaga nel deserto in cerca di vendetta. Sulla strada incontrerà una serie di assassini che lo separano dal suo vero obiettivo: Nathan Flesher, l'uomo che ha sterminato la sua famiglia ormai prossimo alla scarcerazione. Il sangue comincia a scorrere.

    Un piccolo film pervaso sino al midollo dallo spirito "Grindhouse" riportato alla ribalta, nonostante il flop al botteghino, dall'omonima opera del duo Tarantino/Rodriguez nel 2007, anche in questo caso il rullo della pellicola è rovinato come in un lurido "filmaccio" anni 70 e incentrato sulle gesta di uno spadaccino cieco che vaga nei deserti americani, in cerca di vendetta in un'epoca non ben precisata, anche se a ben vedere le (poche) autovetture presenti si deve trattare proprio dei 70's. Dietro al progetto vi è il nome poco conosciuto di Kurando Mitsutake, un ragazzone giapponese che oltre a curare la regia/sceneggiatura si cala nel ruolo dell'ombroso protagonista vestito di nero come un (anti)eroe di tanti spaghetti-western, quest'ultima un'influenza evidente richiamata più volte a partire dalla menomazione fisica agli occhi che riporta di peso al Tony Anthony del bellissimo "Blindman" (1971) diretto da Ferdinando Baldi.

    L'esperienza nei visual effects di Mitsutake ("The Grudge 2") torna utile per alcune sequenze in bullet-time e riproduzioni digitali. Come ovvio incombe anche la figura di Zatoichi, lo spadaccino cieco per eccellenza del cinema (giapponese), infatti il lungo crinito Blind Wolf si accompagna a un'inseparabile spada che già nel prologo squarcia le viscere di un poveretto che agonizza con gli intestini riversi a terra, si tratta del primo dei sette assassini che Blind Wolf deve affrontare prima di giungere al nemico giurato Nathan Flesher. "Samurai Avenger: The Blind Wolf" ha un budget risibile e, nel tentativo di mascherarlo, gioca la carta delle riprese in sconfinati spazi aperti, gli splendidi deserti del Sud degli Stati Uniti, un pò come il similare post-atomico "Six String Samurai" aveva fatto negli anni 90, inoltre inserisce in maniera strategica vistosi effetti splatter in puro stile vecchia scuola anni 70 (la serie "Lone Wolf and Cub") con schizzi pazzeschi e irreali di gyser di sangue.

     

    Pubblicato in Recensioni

    Tags: Arti Marziali

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