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Il Potere della Spada (2005)

Film: Il Potere della Spada

Dalla Corea del Sud un film di arti marziali patinato sulle orme del recente wuxiapian cinese.

 

Corea, 926 d.c. Il giovane erede al trono Dae Jung-hyun del regno di Balhae vive da rinnegato sotto mentite spoglie, egli è divenuto l'ultima speranza contro l'attacco traditore dell'esercito delle Spade assassine giunto a eliminare tutti i membri della famiglia reale per conquistare il potere. Sulle tracce di Dae Jung-hyun viene inviata una giovane e valorosa guerriera, So-Ha, per indurlo a tornare e iniziare la resistenza contro i ribelli.

I personaggi del film "Il Potere della Spada" volano, letteralmente: nel cinema fantasy orientale è una pratica abbastanza comune, in questo caso i protagonisti si librano nell'aria per centinaia di metri senza alcuna fatica apparente e spiegazione. Duro da digerire anche per gli habitué del genere; questo non scompone affatto il giovane regista Kim Young-jun che, 5 anni dopo il debutto "Bichunmoo", ritorna con un film in costume di "cappa e spada" che dimostra di avere assorbito le influenze del vicino cinema cinese, arrivato a conquistare il gusto dei mercati occidentali con "La Tigre e il Dragone"(2000), "Hero"(2002) e "La Foresta dei Pugnali Volanti"(2004).

"Il Potere della Spada" si dimostra per quello che è: una produzione che mira a esportare il cinema coreano nel mondo, un risultato da ritenersi raggiunto visto che viene distribuito anche in Italia. E' una pellicola costosa e elegante che ricalca da vicino il wuxiapian più leccato e ruffiano, i costumi sono quindi magnifici e intonsi e i panorami sono d'obbligo paradisiaci, immancabile la spruzzata di romanticismo meglio se con un retrogusto tragico. Viene da chiedersi chi sia lo sceneggiatore Paul Sheen (un voluto pseudonimo?), il nome tradisce una provenienza occidentale che si produce in un accumulo di luoghi comuni spesso manifestati, a scanso di equivoci, dagli stessi autori di origine orientale. Vi compare quindi il solito giovane predestinato restio a ricoprire il ruolo di condottiero che in seguito, ovvio, si trasforma in eroe e non può mancare una bella di turno al suo fianco che freme per lui sino a che la morte non li separi, i cattivoni di contorno non mancano di certo.

 

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Tags: Arti Marziali

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