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Il messaggero- The Haunting in Connecticut (2009)

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Un altro horror ispirato a una storia vera: questa volta si tratta di inquietanti presenze all'interno di una casa nel Connecticut. Il filone è logoro ma gli incassi non deludono.

 

U.S.A., Connecticut, 1987. La famiglia Campbell nonostante le difficoltà economiche si trasferisce in una nuova casa, vicino a un centro medico specializzato, per facilitare le cure di uno dei figli: Matt, malato di tumore. In passato la casa era adibita come camera mortuaria, un retaggio inquietante che inizia a minare l'equilibrio di Matt soggetto ad allucinazioni spaventose, come se non bastasse la famiglia rinviene delle vecchie fotografie di sedute spiritiche e gente morta. Nella casa esercitava il Dr. Aickman accompagnato da un giovane medium capace di collegare il mondo dei vivi con quello dei morti.

Uscito nelle sale in Italia nel periodo peggiore (metà agosto) per affluenza di pubblico, l'ultimo arrivato nel genere "case infestate", si può consolare con gli ottimi incassi domestici (circa 55 milioni di dollari), "The haunting in Connecticut" non è nulla di trascendentale ma accontenta le ampie fasce di teenagers in cerca di brividi facili e non disturba gli spettatori più smaliziati, accorsi per vedere come la "solita minestra" viene questa volta riscaldata. A 30 anni esatti dal primo "Amityville horror" la storia si ripete, ancora una famiglia in balia di malefiche presenze in una casa, alla base un fatto di cronaca di metà anni 80 che la pellicola elabora, come è facile intuire, con molta libertà inserendo numerosi momenti di fantasia (macabra) e un discreto comparto di effetti speciali.

Se di novità si può parlare è quella riconducibile all'aspetto inerente la malattia di Matt, una condizione di sofferenza che gli permette di entrare nel mondo di dolore rinchiuso nelle mura della nuova casa, gli autori in questo caso prendono spunto da un fatto reale per scatenare una serie di apparizioni riflesse negli specchi, ombre sfuggenti, e arrivano a materializzare vere e proprie orde di zombi, sino a calcare un pò troppo la mano: con puntualità ogni 5 minuti salta fuori qualche mostro putrescente. "The Haunting in Connecticut" non si fa mancare niente, compaiono tutti i clichès previsti: la stanza segreta, la sequenza del nascondino in casa, quella della doccia, le luci impazzite, le porte che sbattono, la seduta spiritica, e poteva mancare un esorcista? No, infatti arriva nelle fattezze di Elias Koteas, un volto noto per una lunga serie di partecipazioni in opere come "Crash", "Il tocco del male", "Shooter", ecc.

 

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Tags: Horror

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