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Uomini & Donne, un gioco di coppie tutto da ridere


In una New York caotica e irresistibile e in un clima tra Woody Allen e Sex and the City, Julianne Moore, David Duchovny, Billy Cudrup e Maggie Gyllenhaal mettono in scena una commedia sexy che e' un esilarante ritratto della vita in due.
Uomini e donne mette in scena il gioco dei destini incrociati di due coppie dalle dinamiche pericolanti con l'umorismo del miglior Woody Allen, lo sguardo disinibito e molto up to date di Sex and the City e una caotica New York raccontata in modo magistrale che fa da perfetto palcoscenico a una commedia romantica del post Sesso, bugie e video tape.
La prima delle due coppie in questione e' formata da Rebecca, Julianne Moore, una star del cinema, troppo impegnata nella carriera per dedicarsi a Tom, David Duchovny, il marito che si occupa della casa e nel frattempo ha sviluppato un'ossessione per il porno.
La seconda dal fratello di Rebecca, Tobey, Billy Crudup, che, dopo sette anni di convivenza, ha qualche problema con la fidanzata, Elaine, Maggie Gyllenhaal. Lei vuole un bambino, lui vuole essere un bambino. Le fissazioni di Tobey sono, in ordine di importanza, la sua macchina, il parcheggio e la sua ex, Eva Mendes, fresca di matrimonio ma ancora interessata a lui. Elaine, stanca di aspettare, finisce per farsi sedurre da un est europeo che parla in modo divertente.
Gia' questi pochi elementi fanno capire che c'e' la materia per un film che potrebbe esplodere da un momento all'altro in dramma e perfino in tragedia. Invece il regista Bart Freundlich sceglie di trasformare le nevrosi in gag a ciclo continuo, utilizzando una Manhattan da bon vivants in una complice maliziosa, organizzando una serie di cene e di feste nei locali giusti (state attenti alla scelta dei locali, cosi' come ai titoli dei film e degli spettacoli teatrali che i protagonisti vanno a vedere), nel corso delle quali l'ironia colpisce anche turisti e gay ma senza alcun offesa al politically correct. Perche' qui non c'e' traccia di volgarita': e' semplicemente il piacere di fare dell'ironia su tic e nevrosi della metropoli piu' elettrizzante e difficile da vivere del mondo.
Nonostante i cattivi pensieri e le voglie e i tradimenti ipotizzati o messi in atto, i quattro di Uomini e donne quasi senza volerlo si trovano al centro di una commedia romantica che, a ben vedere, finisce per essere la soluzione piu' inaspettata per un film che, ridendo ridendo, fa strame della vita in due. Ma non dell'amore. Soprattutto quando il candidato al tradimento finisce per essere di gran lunga peggiore (quando non e' ridicolo) di tutte le manie e i difetti e le disattenzioni della persona che si ha accanto.
Un film del genere non avrebbe mai potuto funzionare senza un cast adeguato: gli attori sono bravissimi, Maggie Gyllenhaal e' di nuovo deliziosa, come lo e' stata in Secretary. E i personaggi di contorno sono perfetti, come gli attori. Lo ha ricordato da poco, in una rara intervista, Paul Newman: il cinema americano non sarebbe mai stato cosi' grande se non avesse potuto contare su un'inesauribile riserva di formidabili caratteristi.
Paolo Biamonte

 

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