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Bastardi Senza Gloria - La guerra ai nazi è come un western

Film: Bastardi senza gloria

Quentin Tarantino mette in scena un'opera matura e divertente che gioca con i generi e mette in scena una doppia vendetta contro i nazisti in un raffinato meccansimo di citazioni cinematografiche e musicali. Nel cast Brad Pitt, Mélanie Laurent, Christoph Waltz, Eli Roth, Diane Kruger.

 

Bastardi Senza Gloria è l'opera più matura di Quentin Tarantino dai tempi di Pulp fiction. Come è stato scritto e raccontato in ogni dove, il film è ispirato, fin nel titolo originale, Inglourious Basterds, a Quel maledetto treno blindato di Enzo G. Castellari (nome de plume di Enzo Girolami), maestro del b movie omaggiato con un cameo.

Ambientato nella Francia occupata dai nazisti, racconta due storie parallele che convergono in un finale che stravolge la storia, quella con la S maiuscola. Da una parte c'è Shosanna Dreyfuss (Mélanie Laurent), una ragazza cui un gruppo di nazisti comandato dal feroce colonnello Hans Landa (uno strepitoso Christoph Waltz) ha sterminato la famiglia. Dall'altra ci sono i basterds, un gruppo di soldati americani ebrei guidati dietro le linee nemiche da Aldo l'Apache (Brad Pitt) con un unico obiettivo: uccidere i nazi nel modo più feroce possibile. Tutto convergerà in un cinema che la ragazza ha aperto a Parigi e dove è in programma una cerimonia cui interverranno Hitler, Goebbels e Landa. Shosanna ha programmato di uccidere l'aguzzino della sua famiglia, Aldo l' Apache e i suoi i vertici del nazismo. Come finirà non è proprio il caso di raccontarlo.

Film: Bastardi senza gloria

Come d'abitudine, anche Inglorious basterds è un complesso gioco di citazioni: intanto è un film di guerra ma, fin dalla prima inquadratura, rende omaggio al western, con la colonna sonora di La battaglia di Alamo di John Wayne. Tarantino ha sempre proclamato la sua venerazione per Sergio Leone, qui ampiamente omaggiato anche attraverso la colonna sonora dove compaiono brani di Ennio Morricone (compresa quelli dalla Battaglia di Algeri). Rimanendo in tema, si sa che la musica ha nei film del regista delle Iene un ruolo fondamentale: qui si ascoltano i Rare Earth che cantano What'd I say di Ray Charles, David Bowie, Billy Preston, le musiche di Gianni Ferrio per Un dollaro bucato e quella di Riz Ortolani per Al di là della legge, pezzi di Lalo Schifrin ed Elmer Bernstein, diversi brani da McKlusky metà uomo e metà odio di Joseph Sargent. Quanto ai registi, oltre a quelli citati, si va da John Ford a Fassbinder, da Hawks a Clouzot senza dimenticare Leni Riefensthal e i cinegiornali. E l' Hitler arrabbiato che grida "nein, nein, nein" non può non far pensare al Grande dittatore di Chaplin.

Un gioco continuo, grazie al quale si arriva a mettere in bocca al colonnello Landa la stessa pipa di Sherlock Holmes. Ma tutto questo non è sfoggio fine a se stesso di cultura cinefila - non è necessario un manualetto per godersi il film che è divertente, un po' lungo, un bel congegno che gioca con il cinema e la storia nello stesso modo - ma piuttosto stile, rievocazione, rielaborazione, amore per il proprio lavoro. Tarantino possiede in sommo grado quell' atteggiamento trasversale e disinibito nei confronti della cultura che appartiene alla generazione post moderna e che gli permette di mettere insieme Edwige Fenech e Howard Hawks senza sembrare ridicolo e, al tempo stesso, senza dover scrivere un saggio filosofico. Nel cast anche Eli Roth e Diane Kruger.

Paolo Biamonte

 

Pubblicato in Recensioni

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