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Miami Vice, il culto del pericolo

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Michael Mann reinventa la serie tv cult degli anni '80 di cui e' stato una delle menti creative usando magistralmente l'alta definizione. Colin Farrell e Jamie Foxx sono Sonny Crockett e Ricardo Tubbs, due personaggi che identificano la vita con il loro lavoro. Il fascino di Gong Li.

A proposito di Miami Vice, il New York Times ha scritto che 'la lezione che se ne puo' trarre e' che non si  possono conciliare l' amore e il lavoro'.  
Michael Mann, che e' stato una delle menti del telefilm con Don Johnson e Philip Michael Thomas che negli anni '80 ha rivoluzionato lo stile del poliziesco televisivo a episodi ed e' il regista e lo sceneggiatore del film, e' un virtuoso del racconto cinematografico che ama raccontare personaggi totalmente identificati con il loro lavoro (qualunque esso sia): basta pensare al William L. Petersen di 'Manhunter', all' Al Pacino di 'Heat'  o al Tom Cruise di 'Collateral'. Sonny Crockett e Ricardo Tubbs, i due detective dell'antidroga di Miami, per esempio sono due che hanno  decisamente oltrepassato il confine che divide il personale dal professionale. In piu' sono due poliziotti che fanno il loro lavoro utilizzando la stessa mentalita' dei loro avversari che sono i piu' spietati, organizzati, evoluti trafficanti di droga della terra. Dunque, oltre a vestirsi come due modelli di Prada, devono essere capaci di guidare barche ultra veloci, piccoli aerei, utilzzare pistole grandi come cannoni e maneggiare le armi piu' sofisticate, girare con valigette piene di soldi come se fossero borse della spesa, nonche' di menare mani e piedi come due guerrieri ninja. Il tutto senza che nessuno, men che meno l'F.B.I., possa mettere minimamente in discussione il loro modus operandi. E se Tubbs fa qualche concessione all'umana fragilita' nella vita privata accanto alla collega poliziotta, Crockett si fa una storia con la donna mozzafiato del super trafficante che e' il super nemico della storia. Personaggi alieni da ogni compromesso che riflettono in pieno lo stile di Michael Mann, un regista capace come pochi di infondere la propria personalita' in ogni fotogramma. Il che significa mandare in frantumi la coerenza alle regole auree della narrazione ma anche trasformare film di genere in effervescenti spettacoli di stile ed emozioni. In questo caso Mann fa di una prevedibile storia di poliziotti un abbagliante spettacolo di musica, colori pulsanti, dramma feroce.  La serie tv e' completamente reinventata: l'azione da Miami salta dal Paraguay ad Haiti, dalla Colombia a Cuba (ricostruita, come d'abitudine, nella Repubblica Dominicana). Al contrario dei loro omonimi televisivi, che si portavano dietro una storia fatta di colleghi uccisi, Vietnam, divorzi e militanza nella polizia di New York, il Crockett e il Tubbs del film non hanno passato. 'Miami Vice' ha per scenario il mondo ed e' una storia di una brutale ferocia dove si specchia l'irresistibile attrazione di Mann per gli ambienti pericolosi, dove personaggi al limite fanno mestieri rischiosi e non si sopravvive senza sporcarsi le mani.
Come gia' 'Collateral', il film e' girato in alta definizione che il regista, con il prezioso contributo del direttore della fotografia Dion Beebe non usa come tecnologico sostituto della pellicola ma come uno strumento che offre nuove possibilita' estetiche e visive. La profondita' della messa a fuoco, l'intensita' dei colori, la ricchezza di elementi delle scene creano un'immagine complessiva che e' al tempo stesso realistica e onirica.
Il legame pìu' diretto con la serie tv e' nell'idea attorno alla quale sono stati costruiti i due principali protagonisti due poliziotti che si vestono e si comportano come due star hollywoodiane. Jamie Foxx, che ha raccontato di essere cresciuto con il mito di Tubbs, uno dei primi eroi neri del piccolo schermo amati dal grande pubblico, occupa la scena con l'assoluta consapevolezza del proprio carisma, dando vita a una figura che sembra una molla pronta a scattare. Quando Don Johnson interpreto' Crocket era un attore con un futuro dietro le spalle e il suo personaggio si portava dietro un' aura crepuscolare. Colin Farrell ha il dono di una fisicita' esplosiva e in questa occasione sembra piu' libero rispetto alle prove agli ordini di Oliver Stone, Joel Schumacher e Terrence Malick. I disastri combinati durante le riprese (e' finito all'ospedale ufficialmente per un'epatite virale ma nessuno si e' dannato l'anima per smentire le voci di overdosi, sbronze colossali e ritardi per i postumi di orge pantagrueliche ne' le sfuriate contro di lui del regista) sembrano il perfetto corollario al suo  poliziotto che difende la legge comportandosi come i criminali. Gong Li, nel ruolo della donna del cattivo e dell'amante di Crockett, spande fascino a ogni fotogramma. La prova piu' convincente e' che la critica americana ha steso un lungo tappeto di galanterie e complimenti sotto la sua interpretazione nonostante il suo inglese risulti il piu' delle volte ancora piu' incomprensibile perfino del biascichio strafatto di Farrell. Star emergente del film Naomie Harris (la collega-fiance' di Tubbs) che mette a segno una stagione da incorniciare in cui e' stata vista anche nei Pirati dei Caraibi 2.
Un'ultima considerazione. Dalle immagini e' facilissimo dedurre che per permettere a Crockett e Tubbs di svolgere il loro lavoro ci vuole un mucchio di soldi. Nel 2005 il budget dell'intero corpo di polizia di Miami e' stato di 100 milioni di dollari. Almeno 50 milioni (ma c'e' chi dice 100) in meno di quello del film.

Paolo Biamonte


 

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