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Lady in the Water, il regista che sentiva le voci

ImageIl nuovo film di M. Night Shyamalan, il regista di Sesto senso, sul quale negli Usa e' uscito un libro. La storia immaginata per i suoi figli di una ninfa prigioniera di una piscina di Philadelphia con un grande Paul Giamatti.  Per dare un'idea del credito di cui gode M. Night Shyamalan bastera' dire che negli Usa hanno scritto un libro su di lui intitolato 'L'uomo che sentiva le voci'. Pare che il capitolo piu' appetitoso sia quello dedicato alla sua furibonda lite con la Disney finita in una causa. Motivo della lite il rifiuto da parte della Disney dello script di Lady in the water che infatti e' prodotto dalla Warner. Detta cosi' e' viene da chiedersi se c'era bisogno di un libro per raccontare una storia del genere. Il fatto e' che dopo il folgorante debutto del Sesto senso, il regista indiano, a causa di un ego piuttosto debordante, ha cominciato ad attirare su di se l'interesse dei gufi che si sono seduti sul fiume e, dopo aver visto passare Unbreakable (che e' stato piuttosto sottovalutato), Signs e, soprattutto, The village, sono stati felici nel dichiarare che  M. Night Shyamalan 'lost his marbles', che in inglese vuol dire 'perdere il senno'. Mentre sui giornali ci si riferisce al senno creativo, nel libro, da qui evidentemente, l'interesse, il nostro egocentrico director, viene raccontato come uno che, dopo il rifiuto della Disney, e' uscito di testa.  
Un film si vende anche cosi": pensateci. Se vi si chiede: secondo voi Dark Water e' la prova che il regista di Sesto senso e' uscito pazzo (napoletan style)?, non vi incuriosite? Verrebbe voglia di buttarla sul Comma 22 ma sarebbe una forzatura.
Tanto per cominciare Dark Water e', per ammissione del suo immaginifico creatore, una storia da buonanotte pensata per i figli. Come insegnano i libri, le storie della buonanotte sono di due tipi: quelle che inducono il sonno attraverso una placida concatenazione di eventi e personaggi rassicuranti e quelle che invece non fanno dormire per l"ansia che suscitano (fate conto: dormi altrimenti arriva l'uomo nero). E' inutile dire a quale dei due casi appartiene la storia con cui Shyamalan ha popolato le notti di veglia dei suoi figli.
Dark Water e' la vicenda di una ninfa che resta prigioniera di una piscina di Philadelphia sotto la quale di notte prende vita un mondo segreto. Ci sono personaggi che non vogliono far tornare la ninfa a casa e ce n'e uno che invece e' dalla sua parte. Sembra un po' buttata li' ma il problema, come bene sa chi ha visto i suoi lavori precedenti, che M. Night Shyamalan non ha un concetto lineare di trama, che nei suoi film gli eventi non sono necessariamente legati da un rapporto di causa-effetto, che la realta'  ne nasconde sempre almeno un'altra, le domande non sempre hanno una risposta definitiva. Figuriamoci in una storia di stampo fantsy come questa, dove alcune della ragioni fondanti affondano in oscuri universi ideali.  In realta' quello che  il regista chiede allo spettatore e' di credere a quello che vede, nell'assoluta convinzione che le immagini proposte siano la sola riposta alle domande. Ovviamente questo se lo puo' permettere grazie al Sesto senso e al suo indiscutibile talento visivo assolutamente fuori dal comune. Cui deve aggiungersi un'altra dote che e' poi una delle qualita' essenziali dei grandi autori: l'abilita' di scegliere attori bravi e di farli lavorare al meglio. In Lady in the water per esempio c'e' uno strepitoso Paul Giamatti nel ruolo di Cleveland Heep,cosi' come in due ruoli minori ci sono due bravissimi attori come Jared Harris e Jeffrey Wright. La ninfa si chiama Story ed e' interpretata da Bryce Dallas Howard, eterea come da copione.

 

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