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I love shopping - Spese pazze ai tempi della crisi

Film: I Love ShoppingProdotto da Jerry "re Mida" Bruckheimer e tratto dai best seller di Sophie Kinsella, il film racconta di una ragazza afflitta dalla sindrome delle spese compulsive ai tempi della nuova depressione. Con la nuova star della commedia Isla Fisher, Kristin Scott Thomas, John Goodman e Joan Cusak.

Non si diventa il "re Mida" di Hollywood per caso. Jerry Bruckheimer è diventato famoso, e ricco sfondato, producendo American gigolo, Beverly Hills Cop (Un poliziotto a Beverly Hills), Top Gun, Armageddon, The Rock, e di recente ha fatto sfracelli con la serie dei Pirati dei Caraibi. Nel frattempo per la televisione ha firmato C.S.I., per citare solo una parte dei titoli di una carriera straordinaria iniziata per altro con il bello e crepuscolare Marlowe, il poliziotto privato con Robert Micthum.
Film: I love shopping
Un curriculum del genere non ha certo bisogno di conferme ma proprio in questi giorni il box office italiano ha fornito l'ennesima prova di un fiuto straordinario.
E la prova di questo fiuto è I love shopping, una commedia a budget ridotto, ma con una strepitosa commedienne, Isla Fisher, che, nei giorni della devastante crisi globale, racconta le vicende tragicomiche di una shopaholic, che è il termine inglese per definire chi è affetto dalla sindrome delle spese compulsive.
In realtà la storia è tratta dalla serie di romanzi best seller di Sophie Kinsella (che all'anagrafe si chiama Madeleine Wickman), usciti tra il 2000 e il 2007.
Immaginate che Rebecca Bloomwood , la protagonista, è una che spende come le dive super glam di Sex and the city ma non ha i soldi per farlo. I suoi guadagni di giornalista free lance le consentono di pagarsi l'affitto e di sfangare la vita di tutti i giorni. La sua dipendenza dallo shopping le crea una serie di debiti disastrosi e finisce per metterle alle calcagna persino un professionista del recupero crediti.
Ovviamente il suo sogno è scrivere su Alette, il magazine dello shopping patinato diretto con pugno di ferro da una Kristin Scott Thomas (che in originale parla con accento francese) ma, guarda un po' il contrappasso, l'unica testata dove riesce a pubblicare i suoi pezzi è una rivista sul risparmio.
E dopo una serie di peripezie e di gustose situazioni slapstick, Rebecca si guadagna la popolarità con un articolo che è una sorta di vadecum su come uscire dalla dipendendenza dallo shopping.
Parlare di una shopaholic in tempi di nuova depressione è indice di una prontezza di riflessi fuori dal comune. E, con tutti i limiti di un film figlio della letteratura "chick flicks" (è lo slang per indicare prodotti leggeri indirizzati a un target femminile), è certamente più efficace degli inviti a spendere e a essere ottimisti come antidoto alla crisi del nostro presidente del Consiglio e dei suoi dìipendenti al Governo.
I love shopping funziona grazie a un ottimo cast diretto da P.J. Hogan, il regista del Matrimonio del mio migliore amico e formato da John Goodman e Joan Cusak (i genitori di Rebecca) oltre che dalle già citate Kristin Scott Thomas e Isla Fisher, davvero un talento che dà luce a un film che è puro intrattenimento ma che alla fine, raccontando come una shopaholic sia la persona ideale per suggerire ai suoi sodali junkie come sopravvivere in tempo di crisi, finisce per dire qualcosa di serio.

Paolo Biamonte

 

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