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Thank you for smoking - fumo dunque rido

ImageUno yuppie lobbista del tabacco alla conquista di Hollywood che fa dell'autoironia l'arma per smascherare l'ipocrisia di chi rappresenta il Bene. Un film che fa ridere su temi serissimi con un cast in stato di grazia.
 

Inventare titoli è un mestiere da specialisti. Nei giornali il lavoro è diviso tra chi scrive i pezzi e chi fa le pagine e i titoli. Poche parole per sintetizzare un universo di storie e concetti e il rischio costante di rovinare tutto . Anche nel cinema è così. Thank You for Smoking è un titolo perfetto. Non si può fare a meno di pensarci su. Poche parole che raccontano un universo di storie e concetti e fanno venire voglia di andare a vedere di che si tratta. E chi andrà a vedere il debutto da regista di Jason Reitman, figlio di Ivan, regista-produttore di Ghostbusters, troverà esattamente quello che promette il titolo: un film intelligente, provocatorio, che fa ridere su cose di cui proprio non si dovrebbe ridere. Il protagonista è infatti Nick Naylor (Aaron Eckhart, bravissimo e fascinoso) un lobbysta del tabacco, perfettamente a suo agio con la sua coscienza e il suo lavoro che consiste nel vendere più sigarette possibile ed evitare più guai possibili con i malati di cancro. Compreso un ex Marlboro Man, pagato in nero per tenere segreto il suo cancro al polmone. Tanto per dire i suoi due migliori amici sono due colleghi specializzati rispettivamente in alcolici (Maria Bello, splendida) e armi. I tre hanno dato a questo team un nome che e' tutto un programma, MOD, che in inglese è l'acronimo di Mercanti di Morte. Nella storia entrano in ballo in sucessione: un mega dirigente del tabacco (Robert Duvall) che decide di mandare Nick alla conquista di Hollywood, un poliziotto (Rob Lowe) che gli garantisce che 'con la cifra adeguata si possono avere anche Brad Pitt e Catherine Zeta Jones che si accendono una sigaretta dopo aver fatto sesso anche se sono sul set di una saga di fantascienza'; una reporter decisa a fare una crociata contro il tabacco che va a letto con Nick (Katie Holmes, nella sua ultima scena osé prima del matrimonio con Tom Cruise); un senatore del Vermont Senator credibile come il suo nome, Ortolan Finistirre e un attivista anti-tabacco in calzini corti e  Birkenstock che è un omaggio alla comicità slapstick. Questa galleria di personaggi serve a mettere in ridicolo l'ipocrisia che domina l'universo che dovrebbe rappresentare il Bene. E siccome il film è tratto da un romanzo ultra documentato di Christopher Buckley, lo fa con ottimi risultati. Solo che alla denuncia preferisce lo sberleffo e il gusto di beccare lo spettatore che si diverte con cose serissime. Il pericolo di sconfinare nel cinismo più bieco è scongiurato dagli unici due personaggi che mettono Nick in difficoltà, l'ex moglie e la figlia. Lei non vuole che la ragazza,ancora di sani principi, venga contaminata dallo spirito della crociata sacrilega condotta dal padre per convincere il mondo del futuro radioso che lo attende se l'umanità continuerà a fumare. Su temi così importanti e drammatici sono stati girati memorabili film d'inchiesta e legal thriller, Ma grazie a un cast in stato di grazia, guardando Thank You for Smoking prima di tutto viene  da ridere.   

Paolo Biamonte

 

 

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