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Anno 2000: La corsa della morte (1975) di P.Bartel

Anno 2000: La corsa della morteTit.originale: Death Race 2000
Paese: U.S.A.

Film indipendente post-moderno anni 70 pieno di intuizioni e sarcastico spirito sociologico. Anno 2000, le Provincie Unite D'America sono una superpotenza autoritaria che guida un mondo dove le guerre sono debellate e la violenza è permessa solo nello spettacolo più seguito dal pubblico: una corsa tra macchine in cui vince chi ha investito il maggior numero di passanti. Frankestein ([[David Carradine]]), il pilota più titolato del racing, è il favorito della corsa ma una serie di attentati, orditi da una sacca di resistenza contraria al sistema, rende l'avvenimento ancora più pericoloso e cruento.

Prodotto dal lungimirante [[Roger Corman]] ("[[La piccola bottega degli orrori]]") "[[Anno 2000: la corsa della morte]]" è una satira di fantascienza diretta da [[Paul Bartel]], regista e attore di film dall'humor nero ("[[Scene di lotta di classe a Beverly Hills]]"), che non disdegna indiavolati inseguimenti automobilistici e alcune parentesi splatter.

Sorta di rivisitazione futurista e distopica de "[[La grande corsa]]" (1965) di [[Blake Edwards]], il film può anche ricordare la famosa serie animata fine anni 60 "[[Wacky Races: corse pazze]]" della [[Hanna & Barbera]], per i suoi surreali e variopinti protagonisti. I concorrenti della gara difatti sfoderano look particolari, alcuni azzeccatissimi come il personaggio [[Machine Gun Joe Viterbo]], di un allora sconosciuto [[Sylvester Stallone]] ("[[John Rambo]]"), agghindato com un gangster anni 30 e, sopratutto, il Frankestein interpretato da [[David Carradine]] ("[[Kill Bill vol.2]]") vestito con un costume in latex nero, completo di mantello e maschera sado-maso: viene da pensare che [[George Lucas]] abbia preso appunti da questa figura per la creazione del mitico [[Darth Vader]] di "[[Guerre stellari]]" (1977).

Al contrario del coevo "[[Rollerball]]", altro film di "sport"-fantascientifico, la violenza abbondante è attenuata da una carica grottesca che investe intere sequenze (le fermate "ai box" con i piloti impegnati in sexy-massaggi o in improbabili banchetti) e personaggi (lo speaker esaltato nel conteggio delle vittime), tesa a una critica senza mezze misure verso il potere politico e religioso dominante, ma che non si sforza di mettere in buona luce neanche coloro che dovrebbero ristabilire l'ordine (i ribelli).

Girata con scarsi mezzi finanziari, la pellicola si avvale di un'ottima fotografia a cura del grande [[Tak Fujimoto]] ("[[Il silenzio degli innocenti]]", "[[Il sesto senso]]", "[[The Happening]]"), e di notevoli stunts-camera-car, che in parte mascherano la pur evidente povertà delle scenografie, anche se le macchine "customizzate" che si ammirano durante la gara trasmettono ancora il loro fascino.

"Anno 2000: La corsa della morte" oltre ad aver generato un sequel ("[[Deathsport]]") ha anticipato la serie "[[Interceptor]]", influenzato il cartone animato "[[Ken il falco]]" (Toei, 1976) e più recentemente anche un discusso e celebre videogioco: "[[Carmaggeddon]]".

Nel 2008 è prevista l'uscita del remake ("[[Death Race]]"), diretto da [[Paul Anderson]] ("[[Alien vs. Predator]]") e interpretato da [[Jason Statham]] ("[[Crank]]","[[War]]").

Rating: 7/10

 

Pubblicato in Recensioni

Tags: Fantascienza, Fantasy

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