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E venne il giorno (2008) di M. N. Shyamalan

E venne il giornoTit.originale: The Happening
Paese: U.S.A. /India

M. Night Shyamalan, l'autore de "Il sesto senso" e "Unbreakable", si confronta con il genere catastrofico-apocalittico dirigendo una pellicola carica di paranoie post-11 settembre e disastri ecologici.

Una catena inspiegabile di suicidi, che si propaga da New York lungo tutto il nord-est degli Stati Uniti, spinge le autorità a pensare che sia in corso un attacco batteriologico terrorista. Elliot ([[Mark Wahlberg]]) e la compagna Alma ([[Zooey Deschanel]]), insieme all'amico Julian accompagnato dalla figlia, decidono di partire da Filadelfia verso la campagna, in cerca di un posto sicuro dove attendere il ritorno alla normalità. Ma ben presto si scopre che il nemico si nasconde invisibile e implacabile nel luogo più impensabile e, all'apparenza, meno ostile.

L'inizio di un film è sempre un momento fondamentale, ma anche delicato, perché è nel corso dei primi minuti che l'attenzione dello spettatore viene (più o meno, a seconda dei casi) catturata e non si può fare a meno di notare che "[[E venne il giorno]]" ha uno dei migliori incipit visti recentemente su grande schermo: una ragazza si trafigge il collo con un ferma-capelli, degli operai si lasciano cadere a peso morto dalle impalcature (una sequenza agghiacciante), un poliziotto si fa saltare le cervella in strada e la sua pistola raccolta a turno da altri individui, che prontamente pongono fine alle loro vite. Le persone sono impazzite, immobili, alcune camminano all'indietro, hanno i primi impulsi omi(sui)cidi. E' tempo di apocalisse.

Il regista di origini indiane [[Manoy Night Shyamalan]] si è sempre dimostrato abile nel gestire la tensione intorno a un comportamento insolito (il bambino che "vede la gente morta" de "[[Il Sesto senso]]") o situazioni misteriose e stranianti (l'arcaica popolazione del villaggio presente in "[[The Village]]") ma questa volta l'ottima premessa viene (quasi) subito smorzata con la frettolosa rivelazione della minaccia invisibile: tossine rilasciate dalle piante in grado di fare impazzire le persone.

Ma le vere perplessità provengono, soprattutto, dai personaggi principali male costruiti e protagonisti di situazioni imbarazzanti. Mark Whalberg ("[[The Departed]]", "[[Shooter]]") è Elliot un professore scolastico in crisi con la sua donna, la bella ma insipida attrice Zooey Deschanel ("[[Quasi famosi]]"), che suo malgrado verrà ricordato in questo film per il dialogo esilarante con una pianta, che scopre in seguito essere di plastica(!). Da rilevare che i nomi della coppia, Elliot e Alma, sono un omaggio affettuoso rispettivamente al protagonista di "[[E.T. l'extraterrestre]]" e alla moglie di Sir [[Alfred Hitchcock]], [[Alma Reville]], ovviamente il geniale regista inglese de "[[Gli uccelli]]" è una fonte d'ispirazione primaria per Shyamalan. In un ruolo di secondo piano compare anche [[John Leguizamo]] ("[[Carlito's Way]]", "[[La terra dei morti viventi]]") ma, sin da subito, si intuisce la sorte che lo attende.

Le tematiche della pellicola si rincorrono piuttosto ingenuamente, probabilmente le intenzioni erano altre, ma la fobia post-11 settembre è stata resa in maniera più convincente in altre pellicole di genere ("[[La guerra dei mondi]]", "[[Cloverfield]]") e l'interessante fattore che si riferisce al destino ultimo del mondo e dell'uomo, rappresentato dalla rivolta delle piante non porta a particolari riflessioni, se non a certi scenari da B-movie di lusso (l'apprezzabile finale in terra francese) che si accompagnano a momenti di horror puro che hanno, forse, il culmine nel divertente incontro dei protagonisti presso una casa di campagna isolata con una scorbutica signora ([[Betty Buckley]]). A ben vedere si potrebbe anche porre l'attenzione sull'incomunicabilità (ad un certo punto Elliot ed Alma riescono, forse per la prima volta, a parlarsi grazie a due stanze collegate con un cunicolo) e l'egoismo delle persone (il fuggi-fuggi generale di fronte al pericolo) contrapposti all'organizzazione spietata delle piante, silenti nella loro metodica opera di estirpazione del genere umano.

Rimane comunque presente lo stile del regista restio, al contrario della maggior parte dei suoi colleghi, all'utilizzo di mirabolanti effetti speciali ed, anzi, sempre pronto ad appropriarsi degli stilemi di genere, piegati ad una visione personale: un'inclinazione che lo ha reso un autore apprezzato sia dalla critica che dal grande pubblico. Anche le numerose e insolite (per i suoi film) sequenze splatter hanno un sapore particolare, dal fascino perverso(si pensi all'uomo che si fa sbranare dentro una gabbia di leoni, o il tizio che si getta sotto una falciatrice). Ma l'amaro in bocca segnala che "[[E venne il giorno]]" è un'opera minore nella bella filmografia del regista.

Rating: 6/10

 

Pubblicato in Recensioni

Tags: Fantascienza, Fantasy

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