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Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo (2008) di S. Spielberg

Indiana Jones 4
Tit.originale: Indiana Jones and the Kingdom of the Crystal Skull
Paese: U.S.A.


Dopo circa vent'anni ritorna al cinema l'avventuriero Indiana Jones nel quarto capitolo della saga diretta da Steven Spielberg.
1957, nei pressi di una base U.S.A. segreta. Indiana Jones ([[Harrison Ford]]) è imprigionato da un manipolo di russi, guidati dalla spia Irina Spalko ([[Cate Blanchett]]), che lo costringe a ritrovare un'antica reliquia che anni prima aveva esaminato, contenente un misterioso essere umanoide. Riuscito a sfuggire in maniera rocambolesca, Jones, viene contattato dal giovane Mutt ([[Shia La Boeuf]]) che gli chiede aiuto per ritrovare sua madre, rapita mentre cercava il disperso prof. Oxley ([[John Hurt]]): la donna ha lasciato una misteriosa lettera che solo un esperto come Jones può decifrare. Indiana Jones intuisce una pista che porta verso il Sud America e un oggetto leggendario: il teschio di cristallo di Aktor, intorno al quale si vociferano poteri straordinari che interessano molto anche a Irina Spalko, pronta a tutto pur di recuperare il prezioso talismano.

[[Indiana Jones]], Il professore universitario con la propensione all'avventura mozzafiato, si ritrova con vent'anni in più sulle spalle (i precedenti tre capitoli erano ambientati negli anni 30) catapultato nel 1957 in piena guerra fredda: è il periodo della caccia ai comunisti (si vede anche una manifestazione con striscioni del tipo "meglio morto che rosso") e dei test nucleari attuati nelle zone desertiche degli Stati Uniti. Ma non solo, è anche tempo di rock'n'roll (i titoli di testa sulle note di Elvis) e dei primi sussulti di ribellione giovanile (Shia La Boeuf motorizzato e vestito come il [[Marlon Brando]] de "Il Selvaggio", 1953).

Il prologo, uno dei migliori momenti della pellicola, sintetizza a meraviglia queste sensazioni e riporta la vicenda dove si concludeva il primo capitolo-capolavoro "I predatori dell'Arca perduta" (1981): nel mega-magazzino/archivio segreto, custode di innumerevoli tesori e cimeli. La prima apparizione di Indiana Jones viene enfatizzata a dovere da Spielberg: prima si scorge l'immancabile cappello, poi l'ombra stagliata dell'eroe che lo indossa avverte che la leggenda è tornata. [[Harrison Ford]] ("[[Guerre Stellari]]", "[[Blade Runner]]"), inevitabilmente, è invecchiato ma grazie ai massicci effetti speciali e controfigure riesce ancora a essere credibile nelle sequenze action e, soprattutto, mantiene il carisma del personaggio che lo ha reso indimenticabile.

L'azione continua alleggerisce una trama non sempre lineare e, a dir la verità, non eccessivamente appassionante, con trovate divertenti (Jones scampa a un'esplosione nucleare chiuso dentro a un frigorifero) e altamente spettacolari, come il lungo inseguimento nella foresta a bordo di jeep militari a base di sparatorie e colpi di fioretto, il tutto accompagnato da una forte dose di ironia e situazioni implausibili, quasi da cartoon.

Piacevoli e inevitabili i rimandi ai capitoli precedenti, in particolare è bene aguzzare la vista nella sequenza del magazzino per inquadrare il contenuto di una cassa aperta, in cui si scorge nientemeno che l'Arca perduta del primo mitico episodio, anche [[Sean Connery]] (nel terzo capitolo interpreta il padre di Indiana) compare in una fotografia. L'attrice [[Karen Allen]] ("[[Crusing]]", "[[Starman]]") ritorna, a distanza di quasi 30 anni, nel ruolo della fiamma di Indiana non senza sorprese: Mutt è il figlio nato dalla loro vecchia passione.

Le scenografie sontuose, in gran parte ricreate digitalmente, descrivono antichi cimiteri e città perdute con riferimenti che fanno volare la mente alle ambientazioni dei videogames, se non fosse che è proprio la saga di Indiana Jones ad avere influenzato l'arte video ludica in tempi non sospetti. Il tema degli alieni, caro al regista Spielberg ("[[Incontri ravvicinati del 3° tipo]]", "[[A.I.]]"), si propone con forza in questo quarto capitolo, soprattutto verso il finale dove la storia del passato si intreccia con entità superiori con esiti piuttosto suggestivi, anche se prevedibili.

Il personaggio migliore del film è comunque la spia russa Irina Spalko, un memorabile e affascinante villain, interpretato dalla bellissima [[Cate Blanchett]] ("[[The gift]]", "[[The Aviator]]"), brava nel suo portamento glaciale e irresistibile, chiuso in una tutina marchiata C.C.C.P., abile nell'arte della spada e dotata di poteri psichici che la guidano alla ricerca di forze incontrollabili e pericolose. Completano il cast [[John Hurt]] ("[[Alien]]", "[[I cancelli del cielo]]"), lo stralunato prof. Oxley, e il bravo [[Ray Winstone]] ("[[Sexy Beast]]", "[[La proposta]]") nel ruolo doppio-giochista di Mac.

Spielberg ("[[Lo Squalo]]", "[[L'impero del sole]]", "[[Munich]]") è il numero uno da diversi lustri perché riesce a dirigere mega-produzioni in poco tempo e con risultati clamorosi, questa sua ultima fatica non è certo un'opera fondamentale ma diverte e soddisfa per il suo stile classico e riconoscibile, una prerogativa dei grandi. La pellicola è uscita nei cinema di tutto il mondo solo da una settimana, ma gli incassi sono già stratosferici.

Rating: 7/10

 

Pubblicato in Recensioni

Tags: Action

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