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Hardware (1990) di R. Stanley

hardware.jpgTit.originale: Hardware
Paese: Inghilterra

"Hardware" assorbe le migliori "vibrazioni" della fine degli anni 80 che confluivano in un termine che allora suonava come nuovo: Cyberpunk.

Moses, professione pilota spaziale, è un tipo fortunato visto che la sua fidanzata è una bellissima ragazza con l'hobby della scultura (moderna). Per Natale Moses acquista come regalo per la sua bella una testa di androide, che in precedenza un misterioso psycho-punk vagabondo aveva barattato. Peccato che la testa di androide in questione appartenga al modello Mark 13, un temibile robot auto-ricostruibile progettato come arma di distruzione....

Se esiste una pellicola Cyberpunk (la corrente letteraria -artistica nata dai racconti di William Gibson e Bruce Sterling) quella è proprio "[[Hardware]]". Prodotto nel 1990 in Inghilterra e girato tra Londra e il Marocco,  il film è ambientato in un futuro compromesso dall'inquinamento, in cui gli uomini vivono in città circondate dal deserto, dentro enormi complessi residenziali claustrofobici: un mondo ossessivo tecnologico dominato dai computer.

Il film è un low-budget ma l'azzardato tentativo di evocare le atmosfere di "[[Blade Runner]]"(1982) e "[[Terminator]]"(1984) è pienamente riuscito, ed anche il passare del tempo non scalfisce il fascino di questo piccolo grande film, disseminato di tocchi di classe.

La colonna sonora è un altro tassello fondamentale: magnifico il tema portante "The order of death" firmato dai PIL (la band post-Sex Pistols di Johnny Rotten), e nel film compaiono anche gli allora sconosciuti techno-metal Ministry con "Stigmata".

Il film è impreziosito inoltre da alcune apparizioni di personaggi provenienti dal mondo del rock che hanno contribuito ad aumentare l'aurea di culto del film: Lemmy, cantante dei Motorhead, nei panni di un rude tassista del futuro, [[Iggy Pop]] (il cantante degli Stooges con il pallino del cinema, compare in numerosi film tra i quali "[[Dead man]]", "[[Il corvo 2]]") recita un cameo-vocale nella parte del disc-jockey schizzato che però viene perso nel doppiaggio italiano, infine [[Carl McCoy]], che era il leader della gothic band Fields of the Nephilim, interpreta il nomade che trova i resti di Mark 13 nel deserto.

L'estetica di "Hardware" è fenomenale, buona parte del merito spetta alla fotografia virata in arancione che rimanda alla luce riflessa dei deserti (guardare la bellissima sequenza iniziale), quasi una firma del regista di origini sudafricane [[Richard Stanley]], una scelta stilistica presente anche nel suo successivo horror "[[Demoniaca]]"(1992). Il film è un susseguirsi di momenti ironici (il compare di Moses invasato di pratiche trance orientali) e citazioni del cinema del passato, come nel caso del guardone-maniaco che spia la protagonista, un personaggio che sembra uscito da "[[Pericolo in agguato]]"(1978) di [[John Carpenter]], ma non vengono risparmiate anche alcune sequenze splatter e un finale teso e ricco di azione.

La protagonista femminile è [[Stacey Travi]], uno splendore, l'attrice deve affrontare il temibile Mark 13, uno dei migliori androidi della storia del cinema nonostante l'esiguo ricorso a particolari effetti speciali.

"This is what you want, this is want you get, Here now, night light"

Rating: 9/10

 

Pubblicato in Recensioni

Tags: Fantascienza, Fantasy

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