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The Post

The Post - recensione

The Post è il nuovo film diretto da Steven Spielberg

Meryl Streep e Tom Hanks in una interpretazione magistrale per raccontare un momento delicatissimo della storia americana ...

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The Post si colloca nel 1971, quando Katharine Graham, dopo il suicidio del marito, sale alla guida del The Washington Post.

E' la prima volta che una donna assume un ruolo di questo livello, in una società dove il potere è di norma maschile. Ben Bradlee è il duro e testardo direttore del suo giornale, che si troverà a sostenerla in un momento cruciale. I due dovranno infatti decidere se rendere pubblici dei documenti Top Secret, passati alla storia come i Pentagon Papers. Finiranno per mettere a rischio la loro carriera e la loro libertà personale, pur di svelare al mondo intero la massiccia copertura di segreti governativi riguardanti la Guerra in Vietnam.

La loro lotta contro le istituzioni per garantire la libertà di informazione e di stampa costituisce il cuore di The Post, dove la scelta morale, l’etica professionale e il rischio di perdere tutto si alternano in un vero e proprio thriller ad alta tensione.

Nonostante ricostruisca una fase storica ben precisa, The Post è un film di grandissima attualità: in un momento in cui l'integrità delle testate giornalistiche viene messa a dura prova dal dilagare delle fake news e negli USA l'Amministrazione Trump non faccia mistero di desiderare un bel bavaglio per i giornalisti che non la sostengono, Steven Spielberg irrompe con un film che scuote le coscienze per celebrare invece l'assoluta irrinunciabilità della libertà di stampa.

The Post - Recensione

Per fare un passo indietro, i Pentagon Papers sono 7.000 pagine di segreti governativi. Un mega documento stilato nel 1967 che conteneva verità scandalose sulla guerra del Vietnam, che dimostravano come ben quattro diverse amministrazioni mentirono spudoratamente alla Nazione e al Congresso sulle circostanze del conflitto. Queste rivelazioni furono particolarmente drammatiche visto il tragico bilancio finale della guerra in Vietnam: terminata nel 1975, costò la vita a 58.220 soldati americani e causò la morte di oltre un milione di persone. I Pentagon Papers svelarono gli inganni che portarono a questo massacro.

Anzichè scegliere un taglio documentaristico, gli sceneggiatori di The Post, Liz Hannah e Josh Singer (scelto non a caso visto che è stato autore anche del recente Il Caso Spotlight) hanno preferito concentrare l'attenzione sull'aspetto degli intrighi umani e delle personalità magnetiche dei protagonisti. Lo stesso Singer ha poi voluto evidenziare l'importanza di collegare questa vicenda con lo scandalo Watergate che travolse pochi mesi dopo il Presidente Nixon, raccontato magnificamente nel film del 1976 Tutti Gli Uomini del Presidente che è considerato il capostipite del genere. "In un certo senso questa storia è all’origine dell’inchiesta sul Watergate”, afferma Singer “Senza quella squadra non ci sarebbe stato nessun Watergate, i Pentagon Papers hanno cambiato il modo di procedere dei giornali”.

Steven Spielberg confeziona un thriller molto potente, impreziosito dalla raffinatissima performance di Tom Hanks e Meryl Streep. Sul ruolo di Meryl Streep che ha ricevuto la candidatura all'Oscar come miglior attrice protagonista, il figlio di Katharina Graham ha dichiarato "Penso che se mia madre potesse vedere come Meryl Steep l’interpreta ne sarebbe molto orgogliosa".

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Pubblicato in Recensioni

Tags: Meryl Streep, Steven Spielberg, Tom Hanks, The Post

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